Inchiesta Fanpage, Cantone: «Un sistema illegale che pensavo superato»

di Redazione | 20/02/2018

infiltrazioni mafiose

L’inchiesta di Fanpage su appalti per lo smaltimento dei rifiuti e corruzione ha dimostrato che «vive e prospera» un sistema di smaltimento illegale «che io stesso ingenuamente ritenevo superato». È il pensiero del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone espresso in una lunga intervista rilasciata al direttore del Mattino di Napoli Alessandro Barbano.

Inchiesta Fanpage, Cantone: «C’è chi continua a pensare si possa inquinare come nulla fosse»

«Dopo l’emergenza della Terra dei Fuochi, abbiamo creduto che certi meccanismi di smaltimento illegale appartenessero al passato. Ci accorgiamo ora che un pezzo dello smaltimento dei rifiuti avviene in modo irregolare», sono le parole del magistrato. Che evidenzia come ci sia qualcuno che «continua a pensare che il nostro territorio possa essere inquinato come se nulla fosse»:

Che idea si è fatta dei colloqui, registrati nel video di Fanpage, tra il camorrista fintosi imprenditore e l’amministratore delegato della società?

«Mi pare che la vicenda smentisca da sé chi in questa campagna elettorale propone di archiviare il nuovo codice degli appalti, per tornare ad avere mani libere sulle procedure. Più si creano meccanismi di deregulation, più si legittimano urgenze e rimedi meno trasparenti. Poi c’è un secondo aspetto. Queste società sono entità ambigue. Lavorano in parte come attori privati e in parte come soggetti pubblici. La loro anomalia agevola le perturbazioni più gravi. Tra l’altro sono state implementate quasi sempre senza concorsi pubblici, attraverso nomine eseguite con logiche politiche. Si occupano di settori delicati, dietro i quali si annidano grandi interessi economici. Così rappresentano delle vere e proprie bombe ad orologeria».

Vuol dire che possono essere infiltrate e dominate da interessi criminali?

«È il pensiero che ho fatto vedendo il primo video di Fanpage. Vive e prospera un sistema che io stesso ingenuamente ritenevo superato. Dopo l’emergenza della Terra dei fuochi, abbiamo creduto che certi meccanismi di smaltimento illegale appartenessero al passato. Ci accorgiamo ora che un pezzo dello smaltimento dei rifiuti avviene in modo irregolare. Tu portami il tubo, dice uno dei personaggi filmati, noi lo mettiamo nelle fognature».

Chi deve smaltire non si pone il problema di come smaltire, ma di smaltire e basta?

«E soprattutto dà per scontato che i meccanismi di controllo non funzionano. Perché non stiamo parlando di smaltimento privato, ma di smaltimento gestito dal pubblico, che dovrebbe garantire il massimo della trasparenza, anche dal punto di vista della tracciabilità dei rifiuti. Ciò mi ha lasciato agghiacciato. Perché malgrado tutto quello che è successo in Campania, malgrado l’emergenza ambientale e sanitaria che pesa sul destino di una regione, qualcuno fa finta di non capire e continua a pensare che il nostro territorio possa essere inquinato come se nulla fosse».

(Foto: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)