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M5S, Mario Giarrusso accusa i servizi segreti per la vicenda dei mancati rimborsi

Il M5S è stato colpito in modo severo dalla vicenda dei mancati rimborsi dei suoi parlamentari. I dati precisi su quanti siano i deputati e i senatori che non hanno restituito quanto promesso e dovuto dagli eletti dei Cinque Stelle non ci sono ancora. I numeri su somme e parlamentari forniti da Luigi Di Maio dopo la sua verifica e dalle Iene non combaciano.

M5S, Mario Giarrusso accusa i servizi segreti per la vicenda dei mancati rimborsi

All’interno del M5S la vicenda della mancata restituzione dei rimborsi è vissuta con grande sofferenza, visto il danno d’immagine significativo arrivato a pochi giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo. Come racconta un pezzo di Alessandro Trocino sul Corriere della Sera, nei 5 Stelle è in corso una caccia alla talpa che ha parlato per primo alle Iene. La trasmissione di Italia 1 aveva delineato l’identikit di un ex del M5S che si è sentito tradito da quanto osservato. Diversi parlamentari pentastellati però ne dubitano.

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Prevale il complottismo, come da parte di Mario Giarrusso, che accusa i servizi segreti. «Altro che manina, io qui ci vedo la manona dei servizi. Sono cinque anni che pestiamo i piedi a gente pericolosa. E uno qualunque non poteva avere accesso a quei dati. I servizi, com’è noto, sono in mano al ministero dell’Interno, che è del Pd. Il Copasir dovrebbe convocare il ministro Minniti e chiedergli spiegazioni. Sono preoccupato perché a noi ci buttano addosso la stampa, visto che non ci possono ricattare, ma chissà quanti altri, invece, sono sotto scopa. Di qui al 4 marzo ne vedremo di tutti i colori. Ci sarà un’escalation. Quelli non mollano il potere così facilmente. Vorrei evitare di vedere tornare un’altra volta gli anni ’70», dice Giarrusso in merito alle sue preoccupazioni per la tenuta democratica del Paese.

 

 

 

Vito Petrocelli invece accusa direttamente Silvio Berlusconi e le sue TV. Il senatore pugliese, confermato come capolista alle prossime elezioni, ritiene che il leader di Forza Italia abbia deciso di puntare su questo scandalo per favorire il successo del centrodestra, insidiato in particolar al Sud dal M5S. «Secondo me c’è la mano del Caimano. È chiaramente nello stile della banda di Berlusconi. Vuole rosicchiarci voti, perché ha visto che i sondaggi non ci stanno penalizzando e ha visto in bilico i collegi del Sud. Per questo ha mosso le sue televisioni e i suoi giornali», dice ad Alessandro Trocino del Corriere della Sera.

Foto copertina: combo ANSA

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