L’assassino di Jessica aveva in casa due plichi con giochi erotici e le aveva scritto un biglietto

di Redazione | 12/02/2018

funerale Jessica

Due plichi con giochi erotici di cui Alessandro Garlaschi aveva cercato inutilmente di disfarsi e un biglietto – dal contenuto esplicito – lasciato sul comodino della vittima. Sarebbero questi due elementi, secondo il gip Anna Calabi, a confermare il movente sessuale che ha spinto l’uomo a uccidere con quaranta coltellate Jessica Valentina Faoro, la diciannovenne milanese che ospitava in casa.

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ASSASSINO JESSICA GIOCHI EROTICI IN CASA E UN BIGLIETTO

«Ciao bimba sai che tvb. E ci tengo un casino a te! Stasera spero che mi starai facendo qualcosina oltre al dvd, ma devi fare tutto tu e dirmi quando iniziare. Mi raccomando con il tipo stasera…». Il biglietto, scritto a penna, era stato ritrovato dalla stessa Jessica in camera sua. Inquietanti i riferimenti contenuti, mentre l’ultima parte («Mi raccomando con il tipo stasera…») si riferirebbe a un appuntamento che Jessica avrebbe fissato nel pomeriggio precedente alla sua morte.

Un mix di perversione e gelosia, che avrebbe portato il Garlaschi – secondo le ricostruzioni degli inquirenti – a uccidere la ragazza, una volta registrato il suo rifiuto a un approccio di tipo sessuale. Il tranviere di Milano avrebbe progettato di disfarsi del corpo della ragazza e di fuggire all’estero. Il gip scrive che Garlaschi «ha agito con determinazione atteso il numero di fendenti inferto alla vittima e con lucidità ha gestito la fase successiva rimanendo presso l’abitazione alcune ore ove ha inizialmente tentato di cancellare le prove del delitto e pensato di occultare il cadavere della vittima e di disfarsene come riferito dallo stesso indagato».

ASSASSINO JESSICA GIOCHI EROTICI, LE SUE OSSESSIONI

L’assassino era un appassionato di cartoni animati (aveva una ampia collezione in dvd) ed era assillato dai giochi erotici. Dopo la morte di Jessica, nelle intenzioni di Garlaschi, c’era quella di bruciare il corpo della ragazza e di collocarlo in due borsoni. Un calcolo lucido, seguito a un raptus omicida. Alla moglie – che Jessica credeva essere la sorella di Garlaschi – l’uomo aveva confidato di aver ucciso la ragazza in seguito a una lite sull’orario di rientro a casa.