Catello Vitiello
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Il M5S ha candidato un massone, che non ha alcuna intenzione di ritirarsi

Non solo i trucchetti che alcuni parlamentari hanno adottato per evitare di versare migliaia di euro al fondo per le piccole e medie imprese. Un altra tegola cade in questi giorni sul Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Luigi Di Maio in un collegio uninominale della Camera, precisamente in quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, ha candidato un massone: si tratta di Catello Vitiello, avvocato, iscritto alla loggia La Sfinge, che aderisce all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia. La scoperta è stata fatta dal quotidiano Il Mattino di Napoli e ha ovviamente messo in imbarazzo tutti gli esponenti del M5S, da sempre estremamente critico nei confronti della massoneria.

Catello Vitiello, il candidato massone del M5S: in lista su indicazione di Di Maio

La candidatura di un massone è severamente vietata dalle regole del Movimento, ma Vitiello non ha sentito l’esigenza di comunicare la sua adesione alla loggia. Si è limitato a comunicare ai suoi ‘fratelli’ lo scorso 23 gennaio di volersi mettere ‘in sonno’ senza nulla riferire al partito. E ora non ha intenzione di ritirarsi dalla competizione elettorale. I vertici M5S, come accadrà per i parlamentari che hanno truccato sui versamenti di migliaia di euro, chiederanno al candidato di firmare un modulo con l’impegno a dimettersi in caso di elezione. Ma è un impegno che molti costituzionalisti considerano del tutto inutile, privo di valore. Ricostruisce Valentino Di Giacomo sul Mattino:

Come scritto ieri, da nostre verifiche, Vitiello si sarebbe autosospeso dalla loggia solo lo scorso 23 gennaio. La guerra di nervi tra Di Maio e Vitiello si è palesata solo in tarda serata dopo che per tutta la giornata di ieri sia il leader del Movimento che il candidato pur se sollecitati – si sono rifiutati di commentare la vicenda. Il segnale che il tira e molla per il ritiro spontaneo della candidatura sia durato per ore. Lo staff di Di Maio aveva chiesto al «fratello in grembiule» di firmare un documento in cui Vitiello doveva impegnarsi a dimettersi in caso di elezione in Parlamento: l’adesione alla massoneria contrasta infatti con il regolamento varato dal Movimento 5 Stelle che al punto 6 esplicita espressamente il divieto di adesione alle logge. A muso duro è però giunta la replica di Vitiello. «Come candidato in un collegio uninominale ha scritto nella nota – rappresento la società civile e non comprenderò alcuna esclusione aprioristica e immotivata».

Per essere candidato Vitiello non ha partecipato nemmeno alle Parlamentarie online (il metodo utilizzato per selezionare i candidati nei collegi proporzionali): come per tutti gli altri candidati nei collegi uninominali è stato selezionato per il suo curriculum. E la sua candidatura era stata proposta direttamente proprio da Di Maio. Come raccontato dal candidato in una recente intervista, a inizio gennaio era stato Dario De Falco, pomiglianese e braccio destro del leader 5 Stelle, a telefonarlo per riferirgli che Di Maio aveva trovato interessante il curriculum. Vitiello aveva inviato il suo curriculum su richiesta di un avvocato del Nolano. Va precisato che l”assonnamento’ vale come autosospensione dalla loggia massonica, ma che non pregiudica all’iscritto di potervi rientrare non appena lo richieda.

Oggi, in un colloquio con il Corriere della Sera, il candidato massone dice: «Sto veramente una schifezza. Mi hanno imposto di non dire nulla per 24 ore, mi hanno fatto friggere. Ma io non ci sto, non rinuncio». Non firmerà l’atto: «Non ho rubato, ucciso, truffato, corrotto o concusso. Cosa devo pagare? Non è giusto, non lo faccio. Non remerò contro il movimento, ma vado avanti».

(Immagine da video caricato su YouTube)