Trans peruviana
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La trans peruviana non odia i colpevoli degli stupri di Rimini che l’hanno violentata

La trans peruviana non odia i colpevoli degli stupri di Rimini che l’hanno violentata. Una bella riflessione  che è arrivata dalla transessuale di origini sudamericane dopo la condanna dei tre minorenni,i  due fratelli marocchini ed il sedicenne nigeriano,  che insieme a Guerlin Butungu hanno abusato sessualmente di lei in modo crudele, con ripetute violenze fisiche, nella folle notte in cui hanno stuprato una turista polacca.

La trans peruviana non odia i colpevoli degli stupri di Rimini che l’hanno violentata

«Non odio nessuno, i ragazzini sicuramente saranno stati manipolati dal più grande, da Butungu. Si comprendeva da come prendevano ordini, da come agivano, ma non si sono mai fermati. Per questo andavano puniti, hanno fatto del male a me e all’altra ragazza. In cuor mio, mi aspetto che, un giorno, i tre ragazzi possano trovare dentro di loro il vero significato della parola rispetto, inteso come rispetto della donna. Mi auguro che questo tempo che passerranno in carcere gli possa servire per arrivare a maturare e mostrare un vero rispetto per le donne. La condanna gli deve essere utile per un percorso di crescita e di cambiamento», ha detto in una bella intervista al Resto del Carlino.

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Una grande lezione morale, che arriva da una persona che ha subito una violenza bestiale e terrificante sotto ogni punto di vista.  I due fratelli marocchini e il sedicenne nigeriano, tutti nati in Italia, complici di Guerlin Butungu, sono stati condannati dal tribunale dei minorenni a nove anni e otto mesi per le violenze sessuali, i pestaggi e le rapine commessi a Rimini. Guerlin Butungu, l’unico maggiorenne del gruppo criminali, per reati simili era stato condannato a sedici anni di carcere.

 

La trans peruviana ora non vive più a Rimini, anche per tentare di dimenticare l’orrore subito che l’ha segnata profondamentente. Il Resto del Carlino sottolinea comunque come non sia stata distrutta dalla terrificante violenza perpetrata su dei lei dai quattro criminali.

Foto copertina: ANSA/TG1