Sanremo 2018, è una prima da urlo: 52,1% di share

di Gianmichele Laino | 07/02/2018

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Una prima serata di Sanremo 2018 da urlo. Lo share premia la conduzione di Claudio Baglioni con Pier Francesco Favino e Michelle Hunziker, attestandosi sul dato record del 52,1%. Non era mai successo che una prima serata toccasse picchi del genere. Nemmeno la scorsa edizione firmata Carlo Conti-Maria De Filippi aveva raggiunto queste vette nella prima serata, fermandosi al 50,4%. Ovviamente, la serata record resta sempre quella della finale 2017, con il 58%. Ma quello del Sanremo di Baglioni è un ottimo inizio, come mai prima di allora.

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SANREMO 2018 SHARE, IL TWEET DELLA RAI CHE ANNUNCIA IL RECORD

La prima puntata di Sanremo, complice il grande avvio con Fiorello, ha totalizzato 11 milioni 600 mila telespettatori. Ora, le attese per questo Festival crescono a dismisura. Il debutto è stato senz’altro entusiasmante: pronti-via ed ecco il contestatore che riesce a eludere la sorveglianza e che sale sul palcoscenico nel bel mezzo del momologo di Fiorello. Lo show man siciliano ha saputo mantenere la calma e ha fatto di necessità virtù, stemperando la tensione e uscendo alla grande da una situazione potenzialmente difficile.

Poi c’è stato spazio per i vestiti della Hunziker (molto professionale nel «mantenere» il palcoscenico), per la grande competenza di Pier Francesco Favino e per il tocco discreto (a dispetto della qualifica di «dittatore artistico») di Claudio Baglioni. Che, nel corso della serata, ha fatto quello che sa fare meglio: individuare talenti e cantare.

Le canzoni, quindi. Si sono alternate con ritmo incalzante. Commoventi in modo particolare Ron e Max Gazzè. Fantastico il ritorno di Ornella Vanoni. Un pizzico di delusione per la vicenda legata a Fabrizio Moro ed Ermal Meta, in pieno scandalo plagio: la sua canzone, infatti, sarebbe stata mutuata da un brano già pubblicato in passato dallo stesso co-autore della loro Non mi avete fatto niente.

Infine, il duetto tra Baglioni e Gianni Morandi, che torna sul palco dell’Ariston dopo le due conduzioni. Le premesse per un grande Festival, insomma, ci sono tutte.