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La rivelazione al processo: «La produzione di Gomorra ha pagato il boss»

La casa di produzione di Gomorra ha pagato un boss della camorra per girare la serie. È l’accusa, anzi l’auto-accusa, di un imputato al Tribunale di Torre Annunziata, Gennaro Aquino, ‘location manager’ impegnato a lavorare con la società che ha realizzato la fortunata serie televisiva. Aquino nell’udienza di ieri ha raccontato di aver portato personalmente portato 5mila euro in una busta chiusa ad un esponente di una famiglia camorristica locale.

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Il caso riguarda una villa affittata dai camorristi, un immobile sequestrato ai Galli, i ‘piselli’ di Torre Annunziata. Ne parla Il Mattino di Napoli in un articolo a firma di Leandro Del Gaudio e Dario Sautto:

Tribunale di Torre Annunziata, prime ore del pomeriggio, è l’imputato Gennaro Aquino a chiamare in causa i vertici della Cattleya, la società di produzione delle tre fortunate edizioni di Gomorra. Stando alla versione dell’imputato, qualcuno dei vertici della casa di produzione avrebbe versato cinquemila euro al boss: soldi racchiusi in una busta finita nelle mani del capoclan Francuccio ‘o pisiello. Se fosse vera questa versione, significherebbe che Gomorra ha dovuto versare il pizzo alla camorra locale per realizzare alcune scene della fiction sulla camorra.

Secondo la ricostruzione di Aquino i soldi sarebbero passati dal ‘production manager’ alle sue mani, quelle del ‘location manager’, e poi nelle mani dei criminali:

«Uno della produzione mi portò una busta chiusa con all’interno 5mila euro. Erano soldi della produzione, che io portai a zì Filuccio».

E ancora:

«Non so chi mise i soldi in quella busta. Però Raffaele Gallo aveva minacciato di non farci entrare più in casa a girare, io avevo paura perché gli avevo dato la “mano di parola” e in certi ambienti è pericoloso non rispettare gli accordi. Ricordo anche che mancavano mille euro, così li prelevai dal mio conto e glieli consegnai. Poi Cattleya me li ha rimborsati».

Gomorra e il caso della villa a Torre Annunziata, la società: «Non abbiamo mai fatto accordi sottobanco»

La società Cattleya, al Mattino, ha replicato negando di aver stretto un accordo con camorristi e affermando che «gli unici soldi dati per girare delle scene in una villa di Torre Annunziata sono quelli dati all’amministratore giudiziario, il titolare della custodia del locale». E ancora: «In tre stagioni di Gomorra non abbiamo mai avuto problemi, se ci fosse stato un metodo, un modus operandi finalizzato a scendere a patti con il crimine organizzato, le assicuro che sarebbe venuto fuori».

(Foto di copertina a archivio Ansa: il cast posa per i fotografi durante la presentazione della terza stagione di ‘Gomorra – La Serie’. Credit: ANSA / ANGELO CARCONI)

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