A 15 anni è ‘malato di Playstation’, il giudice lo manda in comunità

di Redazione | 06/02/2018

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È dipendente dai videogiochi, ‘malato di Playstation’. Il giudice ordina di toglierlo alla famiglia e mandarlo in comunità per curarsi. È la storia di un ragazzo di 15 anni di Crema raccontata oggi dal quotidiano Il Giorno (articolo a firma Pier Giorgio Ruggeri). Ieri alla madre dell’adolescente è stato notificato un decreto del giudice sul suo allontanamento e la convocazione presso un centro di assistenza alla persona.

Crema, giudice manda in comunità un ragazzo ‘malato di Playstation’, dipendente dai videogiochi

L’eventualità del ricorso alla comunità per curare il 15enne sembrava essere stata congelata da dicembre, considerando i buoni propositi del ragazzo e lo sforzo della madre per risolvere il problema negli ultimi mesi. La famiglia non si attendeva la convocazione in comunità. La madre ha fatto sapere che suo figlio continuerà ad andare a scuola e che sarà lei a presentarsi al centro di assistenza, accompagnata da un avvocato. Ricostruisce Il Giorno:

La vicenda parte oltre un anno fa, quando la donna aveva chiesto aiuto ai servizi sociali perché non riusciva a far smettere suo figlio dal giocare con i videogiochi. Il ragazzo era così preso che giocava tutta la notte e la mattina non ce la faceva ad andare a scuola perché si addormentava. I servizi sociali avevano informato il giudice del tribunale di minori di Brescia della questione, avvertendo che avevano inutilmente esperito tutte le strade e ottenendo così un decreto di allontanamento dalla famiglia del ragazzo. La madre aveva trovato sostegno nel Comitato cittadini per i diritti umani, che con il responsabile Paolo Raot aveva fornito assistenza legale e organizzato un’opposizione al prelevamento del giovane quando, tre mesi fa due assistenti sociali si erano presentati a casa del giovane per portarlo via. Ma adesso sembra arrivato il punto di non ritorno.

Dopo l’udienza del 6 dicembre scorso, durante la quale l’avvocato della famiglia aveva riferito che il 15enne aveva consegnato i videogiochi alla madre, il ragazzo aveva scritto una lettera al giudice del tribunale dei minori di Brescia Emma Avezzù perché lo lasciasse in famiglia. Il magistrato Francesco Allegri al termine dell’audizione aveva riferito che sull’allontanamento ci avrebbe pensato. Ha confermato poi la sua decisione con il decreto emesso il 28 dicembre.

(Foto Dpa da archivio Ansa. Credit: Sebastian Gollnow / dpa)