Salvini da Santoro, tra biglietti del tram a 5 euro e la frase «me ne frego del 3%» | VIDEO

di Gianmichele Laino | 02/02/2018

Salvini Santoro

L’ultima puntata di M, il nuovo programma di Michele Santoro, è stata l’occasione per ospitare il leader della Lega Matteo Salvini. Lui, in mezzo all’arena dello studio Rai di Torino, ha dovuto rispondere alle domande del giornalista e dei suoi opinionisti. Molto spesso giocando d’astuzia e dribblando le questioni più spinose.

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SALVINI SANTORO: «ME NE FREGO DEL 3%»

Slogan noti, ma anche diversi elementi di novità. Innanzitutto, Matteo Salvini ha dimostrato come la coalizione con Silvio Berlusconi – nonostante le rassicurazioni in merito – sia davvero appesa a un filo. Emblematica, in proposito, la chiusa dell’intervista. Santoro ha chiesto al leader della Lega la sua opinione sul famoso tetto del 3% (il limite massimo del rapporto deficit/PIL) imposto dall’Unione Europea. Se, infatti, il principale alleato di Salvini è intenzionato a onorare questo patto, il numero uno del Carroccio ha un’idea ben diversa.

«Qualcuno ci ha forse chiesto il permesso quando abbiamo portato 50 miliardi a Bruxelles per il fondo salva-banche degli altri Paesi? – ha dichiarato Matteo Salvini – Non muoio per il 3%. Se questo 3% mi porta alla fame e alla povertà, se un padre di famiglia non ha un panino da dare ai suoi figli, cosa fa? Rispetta il 3% o dà il pane ai propri figli? Io me ne frego del 3%».

SALVINI SANTORO E I BIGLIETTI DEL TRAM A 5 EURO

Salvini, poi, ha dovuto far fronte alle obiezioni di Yoram Gutgeld, deputato Pd e commissario per la revisione della spesa, e di Gianni Dragoni, giornalista de Il Sole 24 ore. Entrambi hanno messo in discussioone le risorse per la famosa Flat Tax, ovvero l’aliquota unica per le tasse degli italiani proposta dalla coalizione di centrodestra, indipendentemente dal reddito. Gutgeld ha affermato che, per metterla in pratica, anche i biglietti degli autobus dovrebbero subire gli stessi trattamenti fiscali e, pertanto, arriverebbero a costare 5 euro. Stesso discorso per le borse di studio degli universitari, che non esisterebbero più.

Il leader della Lega si è dovuto difendere con le unghie. La risposta è stata sulla fiducia: «Sento dire di biglietti di autobus a 5 euro. Ma secondo voi posso mai volere questo? In realtà le ricette che gli economisti ci hanno proposto finora non hanno funzionato. Possiamo provare a fare tutto il contrario per vedere come va?».

SALVINI SANTORO: «PARLI DI LOTTA ALL’EVASIONE E POI TI ALLEI CON UNO CONDANNATO PER QUESTO?»

Certo, ma con quali soldi? Non sembra reggere, infatti, l’ipotesi di recuperare le risorse dalla lotta all’evasione fiscale. Per mettere in atto la Flat Tax, infatti, servono 60 miliardi di euro. Il massimo che si è riuscito a fare in questo ambito è stato recuperare 20 miliardi in un anno (il dato si riferisce al 2017, «drogato» anche dalla cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali). E gli altri 40? Anche su questo, Salvini è stato prudente e non ha fornito risposte sufficienti. Tanto più che ha ricevuto attacchi anche dai giovani del pubblico: «Non le sembra incoerente venire qui a parlarci di lotta all’evasione fiscale quando lei si è alleato con una persona che è stata condannata proprio per questo motivo?». Matteo Salvini è un grande tifoso del Milan. Su questa obiezione ha fatto davvero un dribbling alla Kakà. Ha salutato tutti e ha lasciato lo studio. Più che risolverli, i dubbi li ha fatti aumentare.

(FOTO da account Twitter @Serv_pubblico)