I meravigliosi commenti sotto al lancio del film Sono Tornato

di Stefania Carboni | 31/01/2018

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Eravate un popolo di analfabeti. Dopo 80 anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti“. Forse ha un po’ ragione Massimo Popolizio quando veste i panni di Mussolini in “Sono Tornato“, film di Luca Miniero con la partecipazione di Frank Matano.

Perché chi non ha visto “Lui è tornato“, pellicola praticamente gemella, tedesca, firmata da David Wnendt non riesce a capire la sottoline ironia e la forte denuncia dietro l’opera di Miniero, in uscita nelle sale il 1 febbraio.

Sotto il post di lancio su Facebook c’è chi sogna il grande ritorno del Duce e chi invece dà del fascista al regista e tutta la casa cinematografica.

Tifoserie insomma, senza la minima cognizione di causa.

Perché anche se nel film di Miniero si sente un po’ di retaggio del regista di Benvenuti al Sud, l’opera rimane comunque una accusa alla mancanza di memoria degli italiani. Ed è in quello che si smarca sostanzialmente la distanza dal cugino Wnendt: nella differenza sul rappresentare i due dittatori. Nel tedesco “Lui è tornato” Hitler sembra quasi un pazzo invasato, che scatena una ironia e una pietas sul pubblico fino al ribaltamento finale della sua figura. Perché il film di Wnendt si conclude con la paura, reale, che possa tornare. Nelle recensioni che emergono su diverse testate sembra che Mussolini appaia invece tutt’altro che scemo fin dall’inizio della pellicola. Cavalca l’onda di simpatia dei media, è furbo. E ritorna.

Chi commenta nel post di lancio del film non ha visto, probabilmente, neanche un fotogramma sia del film italiano che del suo “fratello” tedesco. E non riflette su una cosa. L’errore più grande è stato familiarizzare con quella che poi è diventata una dittatura che ci ha trascinato nell’orrore delle leggi razziali e nella Seconda Guerra Mondiale. Per questo “Sono Tornato” va letto e visto con la giusta distanza. Quella che non si prende mai quando uno pensa che “Mussolini ha fatto anche delle cose giuste” resettando così quel ventennio nella sua completezza, nelle sue responsabilità e nelle sue conseguenze.