Nunzia De Girolamo denuncia i «metodi camorristici» di Forza Italia, il suo partito

di Redazione | 31/01/2018

nunzia de girolamo

La composizione e la presentazione delle liste elettorale diventa spesso occasione di scontro interno ai partiti. Resa dei conti. Scambio di accuse tra candidati. È emblematico il caso della deputata uscente di Forza Italia Nunzia De Girolamo, che alle Politiche del 4 marzo si presenta in Emilia Romagna dopo essere stata rimossa a sua insaputa dalle liste della sua regione, la Campania, e che attacca il suo partito parlando di metodi da camorra utilizzati per la selezione. «In Campania – afferma oggi in un’intervista rilasciata a Repubblica – si è consolidato e non da ora un gruppo che gestisce con metodi clientelari e, direi, camorristici il sui potere. Di tutti loro adesso Silvio Berlusconi deve fare piazza pulita».

 

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Nunzia De Girolamo, candidata di Forza Italia, contro i «metodi camorristici» del suo partito

Nunzia De Girolamo accusa il coordinatore regionale azzurro Domenico De Siano, del quale ha chiesto la destituzione, e altri esponenti campani, annunciando che pretenderà dai suoi avvocati «che si vada fino in fondo, che si sappia a chi apparteneva la manina» che l’ha cancellata da capolista. Secondo la deputata il cambio è avvenuto domenica sera, «quando De Siano, Cesaro, Russo e, purtroppo, Mara Carfagna hanno preso le liste, facendomi scivolare al secondo posto». «Da Mara non me l’aspettavo, lei è donna diversa da quelli lì», dice De Girolamo. E ancora: «Sono andata ad Arcore e il presidente Berlusconi e Ghedini, che ringrazio, mi hanno ‘salvata’, candidandomi in Emilia. Purtroppo io conosco i metodi di alcuni nostri campani». Dunque la richiesta di fare spazio a una nuova Forza Italia, «quella pulita»:

Che metodo usano?

«Il coordinatore Domenico De Siano non è persona degna di guidare Forza Italia nella mia terra. Luigi Cesaro al suo fianco ancora meno».

Ha parlato di metodi camorristi, da gomorra.

«Parlando di Campania è facile l’accostamento. A Bologna non sarebbe mai successo. Io parlo di un metodo culturale, diciamo così, da estirpare. Ma lo può fare solo Berlusconi. Gli chiedo di dare una punizione esemplare, stavolta: deve commissariare il partito regionale. C’è tutta una Forza Italia da rifondare, lì. Per dare spazio a quella pulita, quella buona».

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)