Al «nonno» Berlusconi dà fastidio essere paragonato a Donald Trump

di Gianmichele Laino | 30/01/2018

Berlusconi Trump

Il ritratto proposto dal New York Times a proposito di Silvio Berlusconi è quello del «nonno» voluttoso, che fa battute e doppi sensi sul sesso, che sfrutta il potere dei vecchi media e che, con ogni probabilità, tornerà a essere il principale interlocutore politico dei moderati italiano ed europeo. Ma la cosa senz’altro più interessante che emerge dall’articolo firmato da Jason Horowitz è quella del rapporto Berlusconi Trump: il paragone inevitabile che i media americani stanno facendo in queste ultime ore.

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BERLUSCONI TRUMP, IL PARAGONE SGRADITO

Nell’articolo – che si basa sulle testimonianze di persone molto vicine alla cerchia di Berlusconi, tra cui Emilio Fede e il presidente della regione Liguria Giovanni Toti -, si parla di un leader di Forza Italia «infastidito» quando gli viene proposto il paragone con Donald Trump. «Berlusconi sicuramente non lo ama – ha detto Toti – ed è un errore sovrapporre Trump a uno dei più competenti statisti in Europa».

Secondo Alan Freeman, l’osservatore politico autore della biografia autorizzata My Way, Berlusconi ripete più volte di essere «più moderato di Donald Trump». Tuttavia, secondo l’esperto commentatore, gli elementi per paragonare Berlusconi a Trump ci sono: sia per il parallelo percorso aziendale (nel settore immobiliare e nel settore delle comunicazioni), sia per l’oggettificazione del corpo della donna (cosa che ha contribuito a un abbassamento della cultura nazionale in proposito).

BERLUSCONI TRUMP, LE SOMIGLIANZE SECONDO FREEMAN

Inoltre, sempre secondo Freeman, Berlusconi ha sempre concentrato l’attenzione su di sé, sia in maniera positiva, sia in maniera negativa: più che sulle sue azioni, la sua campagna elettorale si basa sul modo di presentarsi, sulla presunta persecuzione ai suoi danni. Un aspetto che, secondo il New York Times, può essere davvero vincente.

Il resto dell’articolo ripercorre tutti i momenti della carriera politica di Berlusconi, soffermandosi anche sullo scandalo del Bunga-Bunga, sulla sua relazione conflittuale con la ex moglie Veronica Lario, sull’attesa della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che potrebbe riabilitarlo anche politicamente. I media americani prevedono un suo ritorno: Berlusconi riuscirà – secondo il NYT – ad accattivarsi nuovamente le simpatie degli italiani.