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Roma ha solo 5 giorni per affrontare l’emergenza rifiuti (ed evitare il collasso)

Roma ha solo 5 giorni per affrontare in maniera concreta l’emergenza rifiuti ed evitare il collasso. È l’allarme lanciato dai tecnici che si stanno occupando delle difficoltà della Capitale, esperti della Regione Lazio e dell’Ama (la public utility del Comune che si occupa della raccolta, del trattamento e dello smaltimento dell’immondizia). Gli impianti sono saturi e nel fine settimana anche la raccolta rischia di fermarsi. Ne parla oggi Il Messaggero:

Dopo lo stop & go della trattativa con l’Emilia Romagna a guida Pd, l’amministrazione di Virginia Raggi ora è costretta a sperare nel «sì» dell’Abruzzo. Ma da Pescara – anzi, dagli impianti di Sulmona e Chieti – non arriverà un aiuto immediato. E la Capitale è sempre più in emergenza. Entro cinque giorni, senza valvole di sfogo, il fragile sistema degli impianti cittadini rischia di collassare definitivamente. Ne sono convinti gli esperti della Regione Lazio e fonti qualificate dell’Ama. In una delle poche strutture comunali, il Tmb del Salario, già ieri giacevano montagne di rifiuti fermi nelle vasche. E lo stesso accadeva nell’altro Tmb pubblico, quello di Rocca Cencia. Senza alternative in campo, la situazione nel week-end potrebbe precipitare, perché ogni domenica si ferma lo smaltimento. Il rischio è che lunedì i netturbini non sappiano più dove portare i sacchetti di pattume che già straripano da giorni dai cassonetti.

Emergenza rifiuti, Roma ha i giorni contati: l’Abruzzo chiede un piano vero

La questione interessa molto anche Palazzo Chigi. Il governo invita il Campidoglio ad agire prima possibile e ad evitare un ulteriore rinvio delle decisioni. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha detto che la città non può permettersi l’emergenza. Il presidente abruzzese Luciano D’Alfonso, intanto, ha inviato alla sindaca Raggi una lettera con le condizioni della sua Regione per accogliere i camion carichi di rifiuti. Nella missiva il governatore chiede che la Capitale voti subito un piano vero per l’emergenza. In caso contrario l’Abruzzo potrebbe anche negare il proprio sostegno.

(Foto: rifiuti in via delle Rose. Credit: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)