Associazione Aldrovandi: «Giudice sportivo ritiri le sanzioni per i tifosi che espongono la bandiera di Federico»

di Gianmichele Laino | 08/01/2018

Federico Aldrovandi

La misura ormai è colma. L’Associazione Federico Aldrovandi si è vista costretta a rivolgere un appello al giudice sportivo che ha sanzionato le squadre le cui tifoserie hanno esposto negli stadi di calcio, in questi ultimi mesi, le bandiere con il volto di Federico. Episodio apripista di questa ormai diffusa pratica fu quello verificatosi allo stadio Olimpico di Roma. In quella circostanza, in occasione di Roma-Spal, fu impedito ai tifosi ferraresi di introdurre il simbolo con il ritratto del giovane ragazzo ucciso da quattro poliziotti il 25 settembre 2005.

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FEDERICO ALDROVANDI, LE SANZIONI PER CHI ESPONE LA SUA BANDIERA

Da lì, una serie di sanzioni che non hanno riguardato non soltanto la Spal – squadra di cui Federico era tifosissimo -, ma anche altre società calcistiche come Robur Siena e Prato. Il giudice sportivo, nello scorso mese di dicembre, ha multato le due formazioni toscane con sanzioni comprese tra 500 e 750 euro.

In seguito a questi eventi, alcune associazioni avevano invitato le tifoserie a esporre in tutti gli stadi italiani il vessillo con il giovane volto azzurro di Federico Aldrovandi, per protestare contro la definizione di «atto provocatorio nei confronti delle forze dell’ordine» con cui venivano motivate le sanzioni comminate alle varie società di calcio.

FEDERICO ALDROVANDI, LA RICHIESTA DELL’ASSOCIAZIONE

Con una nota pubblicata su Facebook, ora, l’Associazione Federico Aldrovandi chiede l’annullamento delle multe: «L’Associazione Federico Aldrovandi – si legge -, che nel proprio statuto si fa portavoce di tolleranza e non violenza, così come altre associazioni nate per ricordare vittime di abusi, chiede che vengano ritirate le sanzioni imposte dal giudice sportivo alle tifoserie che espongono Federico. Il suo viso esprime una vita, un ricordo, un monito. Ma è una vittima, purtroppo. Rappresenta una provocazione solo per chi ha la coscienza sporca».