Facebook censura vignetta
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La censura di Facebook che ancora non funziona. Come con questa vignetta

Non è una novità che, in molti casi, la censura di Facebook non funzioni. Il popolare social network ha rimosso dai suoi contenuti una vignetta satirica che prendeva in giro la politica dell’accoglienza dei migranti e la presidente della Camera Laura Boldrini. La notizia è stata data da pagine storicamente legate alla destra populista, ovviamente con toni indignati.

FACEBOOK CENSURA VIGNETTA, PERCHÉ?

La vignetta raffigurava una caricatura della Boldrini (con tanto di stemma del PD, anche se alle prossime elezioni la presidente della Camera correrà per la formazione Liberi e Uguali) che accoglieva, ricoprendolo con un drappo rosso, un migrante presentato e descritto come terrorista. Sullo sfondo, un barcone viene guidato da un militante dell’Isis che alza il cartello con uno slogan («+ ponti, – muri») tanto caro a un certo ambiente di sinistra.

FACEBOOK CENSURA VIGNETTA, UN PAIO DI CONSIDERAZIONI

Ora, in proposito vanno fatte almeno due considerazioni. Pur lasciando passare un messaggio sbagliato (il fatto che i «terroristi arrivino sui barconi» è un’approssimazione della destra populista che non ci sentiremo mai di condividere), la vignetta rappresenta una libera manifestazione del pensiero.

In secondo luogo, la censura del social network è stata applicata in nome di un attacco alla «razza, etnia, nazionalità, religione di appartenenza, orientamento di genere o disabilità». Sebbene la vignetta presenti dei simboli tipici dell’iconografia dell’islam (le barbe lunghe, i copricapi arabi), l’illustrazione non va a ledere nessun tipo di orientamento religioso, razza, etnia o nazionalità. Nemmeno lontanamente, poi, riguarda tematiche come il genere o la disabilità.

Dunque, perché censurarla? Si tratta dell’ennesimo errore dell’algoritmo che, non riuscendo a distinguere tra contenuti, generalizza e applica lo stesso metro di giudizio a qualsiasi immagine «non conforme alla policy della community»? In passato, si sono verificati casi frequenti di censura arbitraria: vi ricordate il post del giornalista Christian Raimo che – per irridere la trasmissione Dalla vostra parte, pubblicò una sua foto con un cartello che portava la scritta «Non c’avete un altro servizio sui negri cattivi?»? E che dire della sponsorizzazione sospesa alla pagina di Giorgia Meloni che stava promuovendo la «festa del patriota»?

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Insomma, questa vignetta non offende. Offre un punto di vista, ovviamente parziale e non proprio condivisibile, su un argomento molto discusso. Lo diciamo noi, che abbiamo sempre difeso la presidente Laura Boldrini da tutti i vili attacchi che ha subito. Salvate il diritto di satira dalla scure di Facebook!