Di Maio e le contraddizioni del M5S sull’euro | VIDEO

di Andrea Mollica | 19/12/2017

Di Maio

Luigi Di Maio ha per l’ennesima volta corretto una sua dichiarazione in merito all’euro. A L’Aria che tira di ieri il candidato premier del M5S aveva ribadito la sua consueta posizione in merito alla moneta unica: «Se dovessimo arrivare al referendum sull’euro, sarebbe perchè l’Europa non ci avrà ascoltati e a quel punto io sarei chiaramente per l’uscita».

DI MAIO E LE CONTRADDIZIONI DEL M5S SULL’EURO | VIDEO

Le polemiche suscitate dal suo voto favorevole all’uscita dall’euro in un ipotetico referendum hanno costretto Di Maio a lunga precisazione sulla sua pagina Faceboook, in cui ha sottolineato il carattere di ultima ratio di una simile consultazione. «L’obbiettivo di governo del MoVimento 5 Stelle non è assolutamente l’uscita dall’euro, ma rendere la permanenza del nostro Paese nella moneta unica una posizione conveniente per l’Italia. La nostra posizione è una scelta pragmatica, non ideologica. Il MoVimento 5 Stelle al governo porterà in Europa un pacchetto di proposte (che vi illustrerò nel dettaglio con un video). Proposte sensate e condivise anche da altre nazioni europee, proposte che solo a parole i governi precedenti hanno portato avanti visto che non hanno ottenuto alcun risultato. Noi non scherziamo. L’Italia ha un peso in Europa e lo faremo sentire, soprattutto ora che altri Paesi vivono momenti di forte incertezza politica.  Sono fiducioso nella strada del dialogo con le istituzioni europee. Sono convinto che se l’Italia fa sentire il suo peso l’Europa non farà finta di niente. È solo questione di volontà politica di cambiare le cose. Noi ce l’abbiamo. Siamo fiduciosi che non sarà necessario indire un referendum per l’uscita dall’euro che sarebbe l’ultima ratio solo e soltanto nel caso assurdo che l’Europa si dimostrasse completamente sorda a qualsiasi nostra richiesta. Noi vogliamo portare più ricchezza nelle tasche degli italiani e si può farlo restando nell’Euro accogliendo le nostre proposte. Ma se l’Europa sarà rimasta sorda a tutte le nostre richieste, non sacrificheremo la ricchezza e il benessere degli italiani sull’altare dell’Euro. La vera follia è fare finta che tutto vada bene e lasciare tutto così com’è».

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La posizione descritta da Di Maio prima a L’Aria che Tira e poi su Facebook non è affatto nuova in realtà, e copre una profonda contraddizione interna al M5s su questo tema. Posizionati storicamente sul fronte euroscettico, anche se distinti dai nazionalisti, i 5 Stelle sono consapevoli che una chiara posizione no euro li escluderebbe dal governo. I delusi del  PD e del centrosinistra non li voterebbero mai se fossero una forza no euro, e anche a destra i contrari alla moneta unica sono assai meno numerosi come mostrano gli imbarazzi di Berlusconi e Salvini sul tema. L’uscita dall’euro potrebbero eventualmente tornare d’attualità solo in caso di crisi economica futura, uno scenario al momento che però appare comunque fantascienza a livello politico, visto come l’Europa è riuscita a superare la sua fase più difficile. Il M5S si è profilato come forza no euro tra il 2012 e il 2014, quando la crisi economica ha spinto ai massimi l’euroscetticismo in Europa, anche per motivazioni interne, per accentuare il loro scontro col PD dopo l’arrivo di Renzi a Palazzo Chigi. Ora però quella posizione è inservibile per gli obiettivi di governo fissati da Casaleggio e Grillo con la nomina di Di Maio a candidato premier. Il vicepresidente della Camera prova a cercare un equilibrio tra le antiche posizioni di battaglia del M5S e il suo approccio più istituzionale, ricorrendo in costanti inciampi, come capitato a Laura Castelli, per provare a tenere assieme la base arrabbiata dei 5 Stelle, naturalmente no euro in quanto anti establishment, in particolare l’anima che proviene da destra, e i consensi necessari per portare il movimento oltre quota 30% e così essere il primo gruppo nel prossimo parlamento.

Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI