One Love Manchester: il girotondo del poliziotto mentre canta Ariana Grande | VIDEO

di Redazione | 05/06/2017

One Love Manchester poliziotto

La musica che continua a suscitare emozioni, bellezza, magia: è quello che accade nello stesso luogo in cui un attacco terroristico al termine dell’esibizione di Ariana Grande provocò ventidue vittime. Ieri a Manchester un girotondo ripreso dalle telecamere è diventato virale sui social network. Il protagonista è proprio un poliziotto britannico, il quale si diverte con alcune giovanissime fan della popstar statunitense. Il tipico “bobby” inglese non si è trattenuto nel momento in cui Justin Bieber stava cantando il brano Sorry, suscitando la tenerezza tipica di chi ha visto delle ragazzine sfiorare la morte. Un padre ha commentato: «Quel semplice balletto è stata la cosa più bella di tutta la manifestazione».

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VIDEO ONE LOVE MANCHESTER, POLIZIOTTO CHE BALLA AL CONCERTO

Due settimane fa la terribile tragedia che portò morte e paura dopo il concerto dell’artista Ariana Grande. Le lagrime, lo sgomento e la grande solidarietà dal mondo della musica contro quei terroristi jihadisti che si stanno accanendo contro i luoghi in cui si manifesta questa forma di espressione: il Bataclan, la discoteca in Florida, l’arena di Manchester. Quest’ultima è stata definita nel comunicato dell’Isis “stadio svergognato”. Ma le stelle del panorama canoro mondiale hanno espresso piena vicinanza alle giovanissime vittime e nella giornata di ieri al fianco di Ariana Grande si sono uniti svariati big, tra cui Katy Perry ed i Coldplay. Tutti con la sola volontà di rimarcare che tale forma di aggregazione possa rivelarsi uno scudo e proteggere dal male e dalle incomprensioni, costruendo una piattaforma capace di mettere in contatto decine di migliaia di persone attraverso delle semplici note. Nell’Islam più radicale è consentito manifestare un’unica forma musicale, quella di voci senza alcun accompagnamento strumentale. Molti ritengono che sia una follia pensare di disinnescare l’immaginazione ed evitare di mettersi in contatto con gli altri attraverso espressioni sonore così lontane dall’immaginario comune.