bufale 2015
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La Top 10 delle 10 bufale più squallide del 2015

Il 2015 è stato un anno ricco di notizie e di avvenimenti che i nostri figli studieranno sui libri di storia, come l’emergenza migranti in tutta Europa o gli attentati del 13 novembre a Parigi. Fatti che, sul web, sono stati accompagnati anche da una buona dose di bufale e notizie false, ma anche di notizie completamente inventate che, purtroppo, sono state prese per vere anche dalla stampa nazionale. Ecco i “casi” più famosi, che resteranno nella storia dell’Internet nostrano…

1. La bufala dell’ospitata in discoteca di Greta e Vanessa –

Gennaio. Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono da poco state liberate dopo un rapimento durato oltre cinque mesi. In Italia divampa la polemica sulla presunta cifra del riscatto pagato per la liberazione delle due ragazze. Nel frattempo sul web circola una (falsa) locandina di una nota discoteca di Riccione, che pubblicizza una serata con le due ragazze in veste di “special guest”. Tutta la storia

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2. Le arance libiche infettate con l’AIDS –

Marzo. In tutta Europa si diffonde un inquietante allarme via Facebook: attenzione alle arance provenienti dalla Libia, se vedete che contengono delle macchie rosse nella polpa, sappiate che quello è sangue infetto dall’AIDS. Ovviamente è una bufala: quelle macchie sono parte della naturale pigmentazione del frutto (e comunque il virus dell’HIV non si trasmetterebbe in quel modo. In nessun caso). Tutta la storia

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3. La bufala dei 30 euro al giorno per i migranti che arrivano in Italia –

Il 2015 verrà ricordato dalla Storia come l’anno dell’emergenza migranti in Europa: nel nostro paese l’emergenza sbarchi ha catalizzato a lungo l’opinione pubblica e ha dato origine a diverse bufale. Una di queste era quella secondo cui ogni migrante sbarcato in Italia avrebbe ricevuto 30 euro al giorno. Non è esattamente così: quei soldi venivano dati ai centri di accoglienza, non alle singole persone, ma tanto è bastato per infiammare la polemica. Tutta la storia (Comunque quest’anno le bufale sui migranti sono state tantissime: dai cani dei lampedusani mangiati dagli immigrati fino all’emergenza scabbia)

4. La bufala del Patto educativo di corresponsabilità per le “lezioni gender” nelle scuole –

A pochi giorni da Ferragosto esplode la polemica del gender. E mentre tutti sono sotto l’ombrellone si diffonde come un fulmine una strana storia: nel patto di corresponsabilità del nuovo anno scolastico sarebbe stato inserito anche un nuovo punto, ovvero l’introduzione di lezioni sul gender nei programmi scolastici. Si trattava di una bufala e, non solo nel merito della celeberrima “ideologia gender” ma anche perché il patto di corresponsabilità ha a che vedere soltanto con le norme di comportamento scolastico e non con la didattica. Tutta la storia

5. La bufala dei Minions che in realtà sono bambini ebrei cavie dei nazisti –

Alla fine di agosto esce il film dei Minions: tutti impazziscono per i buffi personaggi gialli mentre sul web diventa virale una foto in bianco e nero che mostra delle persone con una specie di “armatura” simile a quella dei Minions. La didascalia è inquietante: «I Minions erano dei ragazzini ebrei adottati dagli scienziati nazisti per i propri esperimenti», eccetera eccetera. Ovviamente è tutto falso e quella foto, che risale al 1908 e non agli anni Quaranta, mostra dei semplici palombari. Tutta la storia

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6. La bufala della figlia dell’ex ministro Fornero in pensione a 39 anni –

Una “notizia” diffusa da un sito satirico che si chiama Il Corriere della Pera viene incredibilmente presa per vera da mezza Italia. No, Silvia Deaglio, figlia dell’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, non è andata in pensione. Tutta la storia

7. La tragica bufala del selfie dell’attentatore dell’Isis –

Diffusasi alla velocità della luce subito dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre: l’uomo della foto non è arabo ma indiano, non ha nessuna cintura esplosiva addosso e tra le mani ha un iPad e non una copia del Corano. Si tratta di un fotomontaggio, ma per qualche ora tutti lo credono uno degli attentatori. Tutta la storia

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8. La bufala della “stessa attrice” che piange in tutte le tragedie –

All’indomani del 13 novembre sul web comincia a circolare la foto di una ragazza che, secondo i complottisti, sarebbe stata presente sui “set” di varie tragedie che in realtà non sarebbero mai accadute: la sparatoria della Sandy Hook, la strage di Aurora, l’attentato alla maratona di Boston e gli attentati di Parigi. Tutta la storia

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9. La foto bufala dei bambini morti sotto le bombe francesi in Siria –

In risposta agli attentati del 13 novembre, la Francia bombarda alcuni obiettivi dell’ISIS in Siria. Il giorno dopo si diffondono in Rete presunte foto di bambini morti sotto le bombe. Ma quelle foto, in particolare, sono relative ad altre guerre e circolano sul web da anni. Tutta la storia

10. La bufala del messaggio audio su WhatsApp che parla di allarme bomba a Roma –

Altra “bufala” diffusasi sull’onda degli attentati dell’13 novembre: il messaggio viene diffuso da due ragazzine dopo le raccomandazioni della mamma, che le invitava a non recarsi nei luoghi della movida romana dopo una segnalazione dal Viminale su possibili attentati dell’ISIS. In realtà era solo una mamma preoccupata per l’incolumità della figlia, che però ha dato vita a un vero e proprio “caso”. Tutta la storia