La vera storia del Telepass revocato alle ambulanze

di Giordano Giusti | 02/03/2015

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Telepass revocati per le ambulanze

La notizia gira da un po’ e ha scatenato le “ire del web”. Tutto nasce da un episodio ben preciso: all’inizio dell’anno, al casello di Pistoia, un’ambulanza munita di Telepass che trasportava un paziente vittima di infarto è stata costretta ad attendere più di due minuti perché la sbarra non si alzava. Solo l’intervento del 118 ha permesso al mezzo di passare e raggiungere l’ospedale San Jacopo (l’uomo sta bene, ndr). Perché questo disguido?L’arcano è stato presto svelato. A partire dal primo gennaio 2015 infatti Autostrade per l’Italia ha introdotto un nuovo regime in merito all’utilizzo del Telepass per i mezzi di soccorso e ha così provveduto alla disattivazione di tutti i vecchi dispositivi in dotazione all’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze e Misericordie d’Italia. Ai diretti interessati la «decisione unilaterale» non è piaciuta e in parecchi non si sono conformati alla nuova direttiva, creando più di qualche equivoco e accendendo la polemica politica.

Si è prima espressa la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi poi il vicepresidente della commissione sanità Stefano Mugnai di Forza Italia: «Serve buon senso per rispetto al mondo del volontariato che si prodiga nel dare gambe al sistema dell’emergenza-urgenza in sanità con impegno e abnegazione».

Pubblicazione di Stefania Saccardi.

 

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COME STANNO LE COSE – Facciamo ordine. L’esenzione resta per la Croce Rossa Italiana, mentre tutte le altre associazioni si devono dotare di un nuovo Telepass e certificare a fine giornata se il tipo di trasporto effettuato rientra tra quelli dispensati dal pagamento. Autostrade per l’Italia, da noi contattata, fa sapere che si dichiara «disponibile a fornire gratuitamente il Telepass a tutte le associazioni di volontariato che prestano servizi di soccorso a fronte dell’impegno, anche al fine di evitare gli abusi accertati, di provvedere all’autocertificazione della natura dei transiti».

Insomma dietro al ‘cambio di rotta’ ci sarebbe qualche furbetto di troppo: trasporti non d’emergenza, o peggio, Telepass finiti su mezzi non propriamente di soccorso. La piattaforma web a disposizione di ANPAS e  Misericordie d’Italia è attiva dal 2 luglio scorso e permette di attestare in autonomia i transiti tramite una pagina dedicata e avere così diritto all’esenzione.