L’attacco dell’ambasciata di Svezia al Tg2 per il servizio sui «60 quartieri fuori controllo dove vige la sharìa»

di Redazione | 26/05/2019

ambasciata Svezia
  • Il Tg2 ha mandato in onda un servizio sulla Svezia il 19 maggio

  • Si parlava di 60 quartieri in cui vige la sharìa e di molteplici casi di stupro

  • La protesta dell'Ambasciata di Svezia in Italia

Abbiamo imparato a conoscere la scarsa predilizione del Tg2 sovranista per la Francia. Ora, scopriamo che anche altri Paesi europei hanno motivo di lamentarsi per quanto mostrato dalle telecamere della testata di informazione della seconda rete del servizio pubblico. L’ambasciata Svezia, infatti, ha protestato in maniera veemente per un servizio andato in onda il 19 maggio 2019 proprio nel corso dell’edizione del Tg2 diretto da Gennaro Sangiuliano.

Il video del servizio del Tg2 che ha fatto arrabbiare l’ambasciata Svezia

Nel servizio, faceva parte di una sorta di rubrica che puntava a realizzare una panoramica dei Paesi al voto alle prossime elezioni europee. La Svezia veniva presentata come un luogo dove l’immigrazione islamica aveva preso possesso delle varie città, mostrava immagini di Stoccolma durante il ramadan, si spingeva ad affermare che in 60 quartieri, denominati Mogadiscio, vige la sharìa, ovvero la legge islamica. In più veniva affermato, attraverso l’intervista a David Thurfjell, professore di storia delle religioni alla Sodertorns University, che in Svezia non sarebbe illegale far parte di una organizzazione terroristica.

Il servizio è stato firmato da Manuela Moreno, che si è recata in Svezia per realizzarlo:

Ambasciata Svezia protesta contro il servizio del Tg2

Un minuto e mezzo di riprese e commento che non è piaciuto all’ambasciata di Svezia che, il 22 maggio, ha inviato una lettera di formale protesta al Tg2 il cui testo è stato pubblicato nella serata di ieri anche sui suoi account social ufficiali.

«Per esempio – si legge nella nota – nel servizio si parla di oltre 60 quartieri “totalmente fuori controllo”, dove la polizia non entra e dove vige la sharia, la legge islamica. Questa descrizione corrisponde a quelle che vengono comunemente definite “no go zones”. Non esistono “no go zones” in Svezia. Come nella maggior parte delle grandi città esistono aree socialmente vulnerabili dove, al contrario di ciò che si afferma nel servizio, è stata rafforzata la presenza della polizia negli ultimi anni. Queste aree sono una priorità assoluta per il governo svedese che ha stanziato considerevoli fondi per sovvenzionare progetti per favorire l’inserimento sociale in queste aree. Per esempio con attività rivolte ai bambini e ai giovani, investimenti nell’istruzione, maggiore sicurezza, aumento dell’occupazione. Desideriamo inoltre precisare che in Svezia viene applicata la legge svedese in tutto il paese e la legge è uguale per tutti. Non esistono aree dove viene applicata la legge della sharia». 

Anche sulla questione degli stupri, messa in luce dal servizio, l’ambasciata di Svezia è piuttosto categorica: spiega, infatti, che in virtù della locale legge sul sesso non consenziente, il numero delle denunce di stupro è molto più elevato per ragioni statistiche e la sensibilizzazione sul tema porta i cittadini a denunciare molto più spesso casi di violenze sessuali di quanto non avvenga in altri Paesi europei, dove subore uno stupro può paralizzare anche l’urgenza di rivolgersi alle autorità competenti.

Ambasciata Svezia, il servizio era stato diffuso da Salvini

«L’Ambasciata – si chiude il messaggio rivolto al Tg2 – è sempre disponibile a fornire informazioni sulla Svezia e a facilitare il contatto con esperti e istituzioni per avere un quadro completo del nostro paese».

Al servizio era stata data ampia cassa di risonanza nella giornata di ieri, quando Matteo Salvini lo aveva condiviso sui suoi account social sabato 25 maggio per presentare (in regime di silenzio elettorale) il voto per le elezioni europee.

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