L’editore di Altaforte, ospite al Salone del Libro, dichiara: «Sono fascista, l’antifascismo è il vero male del Paese»

C’è una questione che non si può più ignorare. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Francesco Polacchi – titolare della casa editrice Altaforte vicina a Casapound e ospite al prossimo salone del libro di Torino – ha dichiarato: «Sono fascista, l’antifascismo è il vero male di questo Paese». Impossibile non dare un peso a queste parole, soprattutto per quanto riguarda il tenore della manifestazione culturale alla quale interverrà e soprattutto per il grande dibattito che si è sollevato.

Le parole dell’editore di Altaforte

Il fascismo e la ricostituzione di un partito che a esso si ispira è vietato dalla Costituzione. Sarebbe ora di far valere questo principio presente nella legge fondamentale dello Stato. La presenza di Altaforte e la presa di posizione netta da parte del suo editore dalle colonne del principale quotidiano d’informazione italiano non possono non suonare come una forma di provocazione. Soprattutto dopo che diverse case editrici e diversi ospiti hanno scelto di ritenere incompatibile la propria partecipazione all’evento con quella della casa editrice del Primato nazionale.

Ma il discorso non finisce qui. Francesco Polacchi, infatti, ritiene che la sua casa editrice sia vittima di tutto questo dibattito. Sempre al Corriere della Sera, infatti, ha dichiarato: «Verrò al Salone, sperando che il nostro stand non venga assalito dai centri sociali. Cosa che non escludo. Se a Torino dovesse succedermi qualcosa, a me o a qualcuno che lavora per Altaforte, li considererò mandanti morali. Christian Raimo (dal quale la polemica sulla presenza di Altaforte al Salone è partita, ndr) ha fatto una vera lista di proscrizione. Quelli come lui pretendono che la cultura sia solo a sinistra, vogliono occupare tutti gli spazi».

Torino antifascista per delibera del consiglio comunale

Dichiarazioni di questo tenore sembrano molto gravi. Torino ospiterà la manifestazione, ma la città è antifascista per delibera del consiglio Comunale. Nel 2017, con una decisione dall’ampio consenso, il comune si è impegnato a promuovere iniziative culturali nei confronti delle giovani generazioni e infine a subordinare la concessione di spazi pubblici e sale di proprietà comunale a un’esplicita dichiarazione di rispetto dei valori antifascisti sanciti dall’ordinamento repubblicano. Ovviamente il Lingotto dove si svolgerà il Salone del Libro è uno spazio privato e, in quanto tale, il Comune non ha alcuna voce in capitolo sui luoghi.

Il Comune, tuttavia, è direttamente coinvolto nell’organizzazione del Salone del Libro e nella sua partecipazione. Bisognerebbe valutare con attenzione le parole di chi, pur condividendo esplicitamente degli ideali di questo genere, sarà presente alla manifestazione.

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

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