Alex Zanardi «ad ora non è in pericolo di vita»

di Federico Pallone | 20/06/2020

nuova operazione Zanardi
  • Il direttore dell'ospedale di Siena dà un barlume di speranza sulle condizioni di Alex Zanardi

  • Anche se la situazione resta gravissima

«La stabilità delle condizioni cliniche del paziente attualmente esclude questa ipotesi»: è quanto ha detto Sabino Scolletta, direttore del Dipartimento emergenza urgenza dell’ospedale di Siena, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se Alex Zanardi fosse in pericolo di vita. «Le condizioni sono stabili – ha detto – e di questo siamo soddisfatti, ma il danno neurologico è grave e incerto, e potrebbero essere possibili un’instabilità e un peggioramento. Ma al momento la situazione è stabile e questo esclude questa ipotesi», ha detto Scolletta.

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«Purtroppo il quadro neurologico è molto grave. Le condizioni stabili sono sicuramente un buon segno da un punto di vista diagnostico mentre il quadro neurologico è incerto», ha detto Scolletta, aggiungendo che Alex Zanardi è in coma farmacologico, e si valuterà tra lunedì e martedì se i miglioramenti consentono un’uscita da questa condizione. «Le condizioni attualmente sono stabili, anche se la prima fase, quella successiva all’incidente, è stata contraddisinta da instabilità nel quadro clinico generale e il trauma cranico è apparso da subito piuttosto grave. Fortunamente non c’è nessuna lesione al torace nè a livello addominale». Scolletta ha ricordato che Alex Zanardi «è stato condotto in terapia intensiva dalla 22 di ieri sera dopo un intervento neurochirugico durato circa tre ore» e che «durante la notte le condizioni si sono via via stabilizzate, anche in maniera importante. I parametri emodinamici, cardiovascolare, intendo la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca sono stabili e necessitano di un minimo supporto farmacologico, di questo siamo soddisfatti». Per quanto riguarda, infine, la situazione neurologica, Scolletta ha detto: «È grave e incerta: il paziente è sedato, in coma farmacologico, e questo non ci consente una valutazione più precisa. Tra lunedi e martedi potremo valutare se la situazione neurologicà si è evoluta e il paziente può uscire dalla sedazione».

[CREDIT PHOTO: FACEBOOK/ALEX ZANARDI]