La denuncia social di Alessandro Borghi contro Viagogo

di Enzo Boldi | 09/10/2019

Alessandro Borghi

Con un video pubblicato sul suo canale Instagram, Alessandro Borghi ha voluto condividere cosa gli è successo nei giorni scorsi quando ha avuto l’idea di acquistare online dei biglietti per un concerto a Londra. L’attore romano ha detto di essersi rivolto al sito Viagogo e di aver pagato circa 200 euro per quei tagliandi. Una volta arrivata a casa la busta, però, si è reso contro che il prezzo non doveva essere così alto, ma di gran lunga inferiore.

LEGGI ANCHE > Alessandro Borghi chiede di non essere scambiato per Claudio Borghi

«In realtà non sono stato truffato, ma siti come questi fanno reselling, senza esplicitarlo». Nella sua Instagram Stories – che segue quella giù annunciata nella giornata di martedì – Alessandro Borghi sottolinea la mancanza di trasparenza di Viagogo che non spiega la vera natura dei prezzi di quei biglietti messi in vendita online.

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Alessandro Borghi (@alessandro.borghi) in data:

L’esperienza di Alessandro Borghi con Viagogo

L’attore romano racconta di aver acquistato su Viagogo dei biglietti per un importante concerto a Londra e di aver pagato circa 200 euro per ogni singolo tagliando. Un prezzo elevato ma che, secondo lui, era adeguato all’evento e per questo motivo ha deciso di comprarli anche per via dei posti in prima fila. Una volta arrivati a casa quei biglietti, però, si è reso conto di come il prezzo reale per quei posti e per quel concerto era di gran lunga diverso rispetto a quanto pagato da lui online.

Il secondary ticketing

Si parla, infatti, di sole 22 sterline. Una cifra che, rispetto ai 200 euro pagati, è di molto inferiore. Dopodiché ha anche detto di aver contattato la Iena Niccolò De Deviitis che gli ha spiegato come su Viagogo era già stata aperta un’azione legale per la questione del secondary ticketing. E il messaggio si conclude con un invito al boicottaggio: «Non usate Viagogo, avvisate tutti. Io di solito non faccio queste cose ma mi da fastidio chi si approfitta delle persone».

(foto di copertina: Mickael Chavet/ZUMA Wire)