Il tribunale dei Ministri archivia l’indagine contro Salvini per il caso Alan Kurdi

22/11/2019 di Enzo Boldi

Alan Kurdi

Non ci sarà nessun processo – e nessun intervento della Giunta per le Immunità del Senato – nei confronti di Matteo Salvini per il caso Alan Kurdi. Lo ha deciso il Tribunale di ministri che ha accolto il toto la richiesta di archiviazione del fascicolo contro l’ex capo del Viminale per il mancato sbarco delle 64 persone soccorse in mare dalla nave della Ong Sea Eye dello scorso aprile, presentata dalla Procura di Roma nelle scorse settimane. Stessa sorte per il capo di gabinetto del Ministero dell’Interno, il prefetto Matteo Piantedosi.

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Alla nave Alan Kurdi, che aveva a bordo 64 migranti (tra cui numerose donne e bambini), fu impedito l’ingresso nelle acque territoriali italiane lo scorso 3 aprile. La soluzione arrivò solamente 10 giorni dopo, quando Malta – dopo l’accordo con gli altri Paesi dell’Unione Europea – consentì a quegli esseri umani, soccorsi dopo il naufragio a largo della Libia, di mettere i loro piedi sulla terraferma prima delle ridistribuzione.

Caso Alan Kurdi, archiviata l’indagine contro Salvini

Quei giorni di attesa snervante si conclusero il 13 aprile. Dopodiché arrivò l’iscrizione nel registro degli indagati per Matteo Salvini, accusato abuso d’ufficio e rifiuto di atti di ufficio. Reati contestati che, però, ora sono stati archiviati per parere dei giudici del Tribunale dei ministri. Un sollievo per il leader della Lega che, nei giorni scorsi, è stato indagato dalla Procura di Agrigento per il caso Open Arms

Ora l’invito alla procura di Agrigento

E proprio su questa vicenda, il senatore del Carroccio ha espresso un proprio pensiero durante la sua intervista a su Rai1: «Uso Unomattina per invitare i giudici ad andare avanti: ho voglia di andare in Tribunale ad Agrigento. Faccio un appello alla Procura, non vedo l’ora di venire da loro. Se difendere i confini è un reato annuncio che lo rifarò».

(foto di copertina: ANSA/CESARE ABBATE)

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