Trump, le «milioni di vite salvate» e lo smantellamento delle difese curde

di Gianmichele Laino | 17/10/2019

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Ha un prezzo molto salato per l’esercito curdo dello YPG questo cessate il fuoco di 120 ore che caratterizzerà l’operazione Peace Spring portata avanti dall’esercito turco di Recep Tayyp Erdogan. Dopo un’ora e 40 minuti di negoziati ad Ankara alla presenza del vicepresidente Mike Pence e del segretario di Stato Mike Pompeo, la montagna ha partorito un topolino. Con le truppe curde che saranno costrette a ritirarsi e a smantellare i propri armamenti e le proprie difese.

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Accordo Siria, i termini del cessate il fuoco

Il solito gioco sulla pelle della minoranza etnica. Funziona così questa interruzione temporanea delle operazioni di guerra. Stando ai termini dell’accordo diffusi negli ultimi minuti, il cessate il fuoco sarà subordinato a una serie di azioni che vedranno come protagonisti i curdi. Innanzitutto la creazione di una safe-zone del confine meridionale della Turchia, estesa per 20 miglia all’interno della Siria del Nord. Una sorta di zona franca all’interno della quale non ci dovranno essere i curdi. Territorio di fatto strappato alla popolazione.

Accordo Siria, cosa significa per i curdi dello YPG

Poi, il prezzo del cessate il fuoco è molto alto: i curdi devono deporre i loro armamenti pesanti e devono smantellare tutte le loro fortificazioni all’interno delle postazioni di controllo che erano state innalzate nell’ultimo periodo. Soltanto dopo aver completato questa dismissione completa – che equivale praticamente a una resa – l’operazione Peace Spring potrà dirsi conclusa, oltre le 120 ore di cessate il fuoco.

Nel frattempo, Donald Trump dà nuovamente prova di conoscere poco lo scenario del Medio-Oriente dove si stava combattendo fino a qualche ora fa: secondo lui, l’accordo ha salvato «milioni di vite umane». La solita esagerazione stilistica del presidente Usa che si affretta a presentarsi, agli occhi dell’opinione pubblica, come una sorta di salvatore e di garante dei diritti umani.

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