Zaia sulla proroga dello stato di emergenza: «Pieni poteri alle Regioni che hanno gestito meglio l’emergenza»

di Ilaria Roncone | 30/07/2020

  • Zaia ha le idee chiare: chi è stato in grado di gestire l'emergenza deve poterlo fare senza vincoli

  • Sul prolungamento dello stato di emergenza dice che tutto va fatto nell'interesse dei cittadini

  • Rispetto a Fontana non si sbilancia, affermando solo che lo conosce come "persona perbene"

Luca Zaia ha saputo gestire l’emergenza sanitaria in Veneto e ora chiede i «pieni poteri» per questo suo successo. Il commento è in merito al prolungamento dello stato di emergenza. Secondo il governatore del Veneto chi ha dimostrato di saper gestire l’emergenza coronavirus deve avere pieni poteri in merito a come gestire le cose: «La prossima che emanerò sarà un’ordinanza di mantenimento rispetto alle misure che verranno prese. In ogni caso mi confronterò col ministro Speranza».

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«Capire nell’ottica della salvaguardia dei cittadini»

Zaia ha parlato a Vò e ha detto la sua sulle polemiche rispetto al prolungamento dell’emergenza: «Dovrò leggere il Dpcm e poi capire se si confermeranno tutte le misure o ci saranno delle novità, visto e considerato che il ministro parla anche di navi da crociera, discoteche e quant’altro. Cercheremo di capire – ha fatto sapere – sempre nell’ottica di salvaguardare la salute dei cittadini». Intanto a Zaia è stato chiesto anche cosa ne pensi della questione Fontana e il governatore leghista del Veneto ha parlato di «persona perbene».

Attilio Fontana è una «persona perbene»

Non si sbilancia più di tanto quando i giornalisti gli chiedono che cosa pensi di Attilio Fontana e di quanto sta accadendo in Lombardia, dall’indagine dei camici agli accertamenti finanziari. «Io conosco Attilio e Fontana è una persona per bene», dice Zaia, e «saprà assolutamente dare spiegazione e motivazione. Non ho dubbi su questo, che sia fondamentale sentire in vivavoce da lui la spiegazione di tutto quello che è accaduto, punto». Aggiunge, per concludere: «Io lo conosco come persona per bene dopodiché prendo atto che in Lombardia hanno dato dei camici gratis. E questo è un dato oggettivo. La Lombardia non ha pagato un camice».