Il Washington Post ricorda Ennio Morricone: «Il compositore italiano che scrisse ‘ah-ee-ah-ee-ah’»

di Enzo Boldi | 06/07/2020

Washington Post su Ennio Morricone
  • Lettere a caso?

  • No, onomatopee che ricordano la colonna sonora de Il Buono, il brutto e il cattivo

  • Il Washington Post su Ennio Morricone

Quelle che possono sembrare lettere a caso compongono, in realtà, quel passaggio che ha reso celebre nel mondo Ennio Morricone. E così il Washington Post ha deciso di dare la notizia del decesso del grande compositore e maestro citando quella serie di lettere che, apparentemente sono senza senso: ‘ah-ee-ah-ee-ah’. Leggendole in inglese (e con giusto ritmo), però, tutto prende un senso. Il Washington Post su Ennio Morricone e quella ‘citazione’ de Il Buono, il Brutto e il cattivo.

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Lettere che corrispondono a note. A queste note.

Washington Post su Ennio Morricone: ‘ah-ee-ah-ee-ah’

Ed Ennio Morricone, come si evince dal titolo del Washington Post, faceva parlare le note della sua musica. Sinfonie che hanno raccontato uno spaccato di storia del cinema mondiale, partendo dall’Italia e arrivando ai grandi riconoscimenti in tutto il mondo. Quell’onomatopea utilizzata dal Washington Post su Ennio Morricone può rappresentare la sintesi (seppur parziale) della carriera del grande maestro.

Washington Post su Ennio Morricone

Perché l’elenco dei capolavori a cui ha partecipato, dando viva voce ad alcune scene cult nella storia del cinema, è patrimonio dell’umanità. Simbolo di un lavoro che, in molti casi, viene subissato dalle immagini. Ma la bravura artistica di Ennio Morricone era proprio in quel suo saper trasformare la musica in una parte integrante del film. E, in alcuni casi, rendendo la colonna sonora più incisiva della pellicola stessa.

Ed è per questo motivo che quel ‘ah-ee-ah-ee-ah’ del Washington Post su Ennio Morricone è l’emblema di come le note abbiano reso immortale il maestro che rimarrà per sempre nella storia della musica e del cinema, anche grazie a quelli che – in epoca moderna – si chiamano tormentoni. Ma i sono e lo saranno per sempre. Come uno spartito da tramandare alle future generazioni.

(foto di copertina: da Washington Post)