Vittorio Feltri se la ride: «Ci siete cascati un’altra volta»

di Enzo Boldi | 24/01/2019

Vittorio Feltri
  • Vittorio Feltri sorride per l'indignazione che ha provocato il titolo di Libero di mercoledì 23 gennaio

  • «È incredibile, ci siete cascati ancora una volta. Uso un linguaggio provocatorio, da sempre»

  • E sul taglio dei fondi promesso dal M5S: "Vogliono essere come l'Iran, poi si professano antifascisti"

«Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli». Anzi, nel caso di Vittorio Feltri potremmo tranquillamente aggiungere un’appendice alla frase di Oscar Wilde: «E se se ne parla male è ancora meglio». Il tutto perché, all’indomani dell’ennesimo titolo vergognoso e provocatorio lanciato in prima pagina da Libero, il direttore editoriale del quotidiano si è messo a ridere nel corso dell’intervista rilasciata a Salvatore Merlo de Il Foglio.

«È incredibile, ci siete cascati ancora una volta», ha risposto Vittorio Feltri alla domanda sulle polemiche scaturite dopo l’uscita in edicola di Libero con il titolo in prima pagina ‘Calano il fatturato e il Pil ma aumentano i gay’. L’associazione di idee sparate in apertura ha provocato grande indignazione in molti cittadini, con tanto di revoca della pubblicità da parte dell’azienda Ristora. Ma al direttore tutto ciò non interessa e non si pente assolutamente di quella scelta.

Vittorio Feltri se la ride: «Ci siete cascati ancora una volta»

«Sono quarant’anni che sto dentro il codice dello sberleffo e della ribalderia – risponde Vittorio Feltri a Il Foglio -. A me i gay stanno simpatici. Non ho nulla contro gli omosessuali. E sopratutto mi stanno simpatiche le lesbiche, che condividono i miei stessi gusti. Io posso anche esagerare, ma poi ci sono una sintassi e una semantica che rispetto perché la lingua italiana la conosco abbastanza. Se c’è chi invece non capisce il codice dell’ironia, della provocazione, anche eccessiva e paradossale sono problemi suoi».  Nessun pentimento, anzi. «Comunque non me ne frega un cazzo – prosegue Vittorio Feltri -. Io per natura sarei sempre tentato di scrivere in modo paludato. E invece scelgo professionalmente il linguaggio colloquiale e provocatorio. Ho cominciato a lavorare nel 1962, ho sempre fatto così, ho diretto nove giornali, e direi che ho avuto qualche successo».

La minaccia di revoca dei fondi all’editoria per Libero

Dopo il titolo su Pil e gay, Luigi Di Maio e Vito Crimi hanno annunciato l’avvio di una procedura per cancellare il residuo dei fondi da destinare a Libero, ma anche su questo Vittorio Feltri ha un’idea ben precisa: «Fanno un decreto apposta? Vuole trasformare l’Italia nell’Iran? Lo decidono loro qual è un titolo buono e un titolo che non lo è? Non tutto quello che vorrebbero fare lo possono fare. Questi qua sono dei poveracci. Agiscono così, ma li riconosciamo. È una roba da stato etico. E poi chiaramente fanno gli antifascisti. Ma sai che c’è? Chissenefrega».

(foto di copertina: ANSA / ETTORE FERRARI)