Boldrini: «Come fanno le donne ad accedere ai centri antiviolenza senza tampone?». La risposta della Bonetti

di Redazione | 08/04/2020

  • Laura Boldrini è intervenuta nel corso del Question Time alla Camera dei deputati

  • L'ex presidente della Camera ha sollevato il problema delle vittime di violenza domestica in questo periodo di quarantena

  • La risposta del ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti

Il problema delle donne vittime di violenza domestica in questo periodo di quarantena e di autoisolamento risulta essere davvero una emergenza nell’emergenza. Per questo motivo, la deputata Laura Boldrini, nel corso del Question Time alla Camera dei Deputati dell’8 aprile 2020, ha sollevato un quesito importante alla ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti. Come fanno le donne ad accedere ai centri anti-violenza in assenza di un tampone che certifichi la loro negatività al coronavirus?

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Vittime violenza domestica, il question time di Laura Boldrini

«Purtroppo – ha affermato Laura Boldrini – alcune donne non hanno potuto accedere alle strutture di accoglienza poiché, per essere accettate, bisogna giustamente dimostrare di non essere positive al virus, ma essendo asintomatiche, i medici hanno ritenuto di non fare loro il tampone. Signora ministra, le chiedo pertanto di sapere quali azioni intenda promuovere il governo per interrompere questo paradossale circolo vizioso che si sta manifestando in alcuni territori».

Alla domanda della deputata Boldrini, la ministra Bonetti ha risposto con il suo intervento in Aula: «Per le richieste di negatività, al momento dell’attivazione della rete antiviolenza, gli operatori sanitari devono dare comunicazione al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente. Il servizio dovrà cpntattare la donna per valutare i fattori di rischio contagio. In assenza di questi, l’accesso dovrà essere autorizzato dall’operatore sanitario. In presenza di fattori di rischio, il dipartimento dovrà valutare le condizioni di salute dell’interessata e, se necessario, attivare anche l’isolamento in un alloggio alternativo rispetto al domicilio della richiedente».

I fondi da sbloccare per le vittime violenza domestica

La risposta è stata ritenuta soddisfacente dalla deputata Boldrini che ha anche ricordato come lunedì scorso, 40 deputate dell’Intergruppo per le donne, i diritti e le pari opportunità hanno inviato una lettera ai ministri Bonetti, Alfonso Bonafede e Francesco Boccia per sottolineare l’importanza delle misure contenute nel documento elaborato dalla Commissione d’inchiesta del Senato sul femminicidio. Laura Boldrini ha chiesto anche che vengano sbloccati i fondi destinati ai centi antiviolenza: «Mi auguro – ha concluso la deputata – che, in un frangente così difficile si possa derogare alla procedura ordinaria e prevedere una norma in un prossimo provvedimento urgente del governo che permetta di avviare in tempi rapidi la ripartizione dei fondi da parte delle Regioni, non solo di quelli pregressi ma anche dei 20 milioni previsti per il 2020. E di far giungere i fondi straordinari stanziati per l’emergenza direttamente ai centri antiviolenza. Nessuna donna deve essere lasciata sola.