Virginia Raggi ha assunto Marione per un progetto sull’educazione civica, ma la scelta fa discutere

di Gaia Mellone | 06/09/2019

Virginia Raggi ha assunto Marione per un progetto sull'educazione civica, ma la scelta fa discutere
  • Virginia Raggi ha assunto per sei mesi il vignettista "Marione", all'anagrafe Mario Improta, per un progetto sull'educazione civica

  • L'artista è stato più volte criticato per un umorismo eccessivo

  • La scelta della sindaca travolta dalle polemiche

Una nuova decisione della sindaca di Roma Virginia Raggi sta sollevando diverse polemiche. Ad aver scatenato un polverone sarebbe la collaborazione, con contratto di 6 mesi ma a titolo gratuito, con Mario Improta, il vignettista noto come “Marione“. L’artista però, che spesso aveva proprio la prima cittadina di Roma come protagonista delle sue strisce, è stato più volte attaccato per un umorismo “eccessivo”, e accusato di essere razzista e misogino. Eppure, è stato assunto per un progetto che isnegni l’educazione civica e il valore della legalità all’interno delle scuole.

Virginia Raggi ha assunto Marione per un progetto sull’educazione civica, ma la scelta fa discutere

Stando a quanto scritto sul contratto, Mario Improta è stato assunto con lo scopo di realizzare e sviluppare «innovativi modelli informativi anche attraverso l’utilizzo del linguaggio e dei mezzi espressivi propri della fumettistica» al fine di « promuovere fra gli studenti degli istituti scolastici romani la cultura della legalità e lo sviluppo della coscienza civile». Un sorta di fumetto per spiegare l’educazione civica: una idea lodevole e interessante, ma il fatto che la scelta sia caduta su Marione ha scatenato molte polemiche. Su twitter si leggono commenti come  «Vignettista stupido misogino e razzista del 5s collaborerà con la giunta Raggi per insegnare “senso civico” ai giovani nelle scuole. fate ribrezzo»  di Bidizeta, o «Voi ce lo mettereste Marione a insegnare ai vostri figli come si sta al mondo?» rilancia Mazzetta. Tanto che Marione era stato bandito anche da Twitter per via di «comportamenti molesti, intimidatori o finalizzati in qualche modo a denigrare o umiliare gli altri». Non proprio la bandiera dell’educazione civica insomma.

Ma a saltare all’occhio è il fatto che il vignettista abbia preso spesso e volentieri di mira proprio il Partito Democratico, soprattutto nelle sue rappresentazioni femminili, ovvero il nuovo alleato del Movimento 5 Stelle. Tanto che a lui viene attribuita anche l’identità di MIDA, un account che attacca molto spesso Laura Boldrini. Che dietro ci sia lui è solo una voce di corridoio, ma le sue vignette parlano da sole, come quella in cui descrisse Maria Elena Boschi come una «donnetta».

(credits immagine di copertina: ANSA/ FRANCO BOLZONI)