Ecco chi sono i vip che non lasciano la mancia: la provocazione dei riders milanesi

di Daniele Tempera | 26/04/2019

  • Su Facebook lo sfogo social dei riders milanesi contro i vip che non lasciano mance

  • Una provocazione volta a puntare l'attenzione sulle condizioni di lavoro e sull'urgenza di diritti

  • Da Fedez e Ferragni a Rovazzi, da Rocco Hunt a Dj Albertino: ecco chi sono i vip citati

Una vera e propria “vendetta social”, giocata su ciò che nella società digitale è ancora il carburante principale, ovvero la reputazione. A orchestrarla “Deliverance Milano“, sindacato sociale autonomo autoorganizzato a sostegno dei riders, i nuovi fattorini dell’era digitale attivi nella città lombarda. E l’attacco avviene proprio dalla pagina social dell’associazione con un vero e proprio annuncio: « Questa è la nostra #blacklist, un elenco di tutte le star e i vip che regolarmente ordinano con le app e non lasciano la mancia a nessun fattorino, nemmeno in caso di pioggia!».

La contrapposizione immediata è tra le condizioni proibitive del lavoro dei riders e le condizioni di estremo privilegio dei cosidetti vip. E la loro lista è davvero variegata: si va da Fedez e Chiara Ferragni, da Dj Albertino a Fabio Cannavaro, da Rocco Hunt a Salvatore Aranzulla, da Gonzalo Higuain a Fabio Rovazzi, solo per fare qualche nome di rilievo. E la lista è ancora incompleta: l’associazione invita tutti a fare altre segnalazioni per accrescerla, lanciando poi un’accusa pesante: «Inutile dire che questi personaggi famosi vivono in quartieri residenziali extralusso o nel centro delle città e che è significativo riscontrare come sia più facile ricevere la mancia se si consegna in zone popolari o in quartieri periferici, piuttosto che in distretti o in civici fighetti e più pettinati».

Il lato oscuro della gig economy e la richiesta di un nuovo Welfare

Una provocazione volta a mettere in luce il lato oscuro della cosiddetta gig economy: ovvero la monetizzazione di ogni aspetto delle nostre interazioni digitali grazie alla commercializzazione dei nostri dati. Quello che i lavoratori chiedono è la costruzione di nuove piattaforme di welfare  tramite la monetizzazione dei soldi raccolti da queste nuove dinamiche digitali. Una richiesta ormai essenziale che può prendere spunto anche da provocazioni di questo tipo. «Non possiamo più prescindere dall’avere diritti sindacali, reddito incondizionato, salario minimo e una previdenza sociale adeguata. Se vogliamo vivere il nostro futuro occorre anche un upgrade nei diritti!» fanno sapere tramite il comunicato Facebook. Un vero e proprio grido nel deserto in una società in cui si assiste invece, sempre di più alla scomparsa delle varie forme di Welfare e a una polarizzazione sempre più pronunciata della ricchezza.

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