Google e Apple hanno vietato l’aggiornamento dell’app di tracciamento del Regno Unito per violazione privacy

La violazione dell'aggiornamento di NHS Covid si basa sull'utilizzo (seppure dopo la richiesta esplicita di consenso) dei dati sulla geolocalizzazione

14/04/2021 di Ilaria Roncone

Tutti stiamo guardando – non con poca invidia – le immagini dell‘Inghilterra che è tornata a vivere. Da ieri i pub sono tornati aperti, le prenotazioni fioccano e da tutto il paese sono arrivate immagini festose di persone che, dopo mesi e mesi di restrizioni, si godono una ritrovata normalità. Di NHS Covid, l’app di tracciamento dei contagi del Regno Unito, avevamo già parlato evidenziando come – secondo uno studio – sia stata in grado di prevenire oltre 600 mila infezioni fino a dicembre 2020. Un sistema di tracciamento che si sarebbe quindi rivelato molto efficace ma del quale, appena prima delle riaperture, Apple e Google hanno bloccato l’aggiornamento per violazione della privacy.

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I dubbi sull’aggiornamento privacy NHS Covid

Come spiega BBC, a bloccare l’aggiornamento voluto dai ministri sono stati Apple e Google, sistemi operativi sui quali NHS Covid si basa. L’ultimo aggiornamento dell’app era previsto in data 8 aprile, poco prima delle riaperture in Inghilterra, ma le aziende non hanno voluto acconsentire alla modifica della condivisione dei dati. L’aggiornamento è stato bloccato sia sullo store Google che su quello Apple per violazione della privacy. Fino ad ora il sistema ha consentito alle persone di fare check in nei locali (bar, ristoranti) grazie a un QR Code prima di entrare e i dati rimanevano conservati sul telefono dell’individuo.

Il problema è la geolocalizzazione

Google e Apple hanno vietato l’aggiornamento per via della nuova funzione che gli sviluppatori avevano inserito, ovvero quella che avrebbe permesso di condividere un registro delle location visitate generato dall’app in seguito la scansione dei codici QR. Non è bastato che servisse l’esplicito consenso della persona positiva per condividere il registro, come aveva specificato il Dipartimento della Salute a inizio aprile: «Se un utente dell’app risulta positivo, gli verrà chiesto di condividere la cronologia del luogo in modo da proteggere la privacy tramite l’app. Ciò consentirà di generare più rapidamente avvisi sulla sede e migliorare la capacità di identificare dove si stanno verificando le epidemie e adottare misure per prevenire la diffusione del virus».

L’aggiornamento di NHS Covid, però, inserendo questa possibilità è stato visto come una violazione di quel divieto di raccogliere informazioni legate alla geolocalizzazione che era stato accettato dalle autorità nazionali per poter sfruttare Google e Apple.

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