Si può smettere di condividere il video del pronto soccorso del Sacco vuoto: è una bufala

La spiegazione è semplice: gli ingressi al pronto soccorso per i pazienti Covid sono differenziati

29/10/2020 di Ilaria Roncone

Il pronto soccorso del Sacco non è vuoto e quelle che si vedono nel video sono le immagini relative alla parte di pronto soccorso e di ospedale che nulla ha a che vedere con i malati di coronavirus. Quelli che vengono definiti gli ingressi del pronto soccorso non utilizzati, con zero ambulanze in arrivo, non sono gli ingressi per i malati di Covid. C’è una procedura dedicata e una differenziazione dei percorsi fatta apposta per evitare contatto tra chi si è ammalato a causa del Covid e tutti gli altri.

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Le negazioniste e il video pronto soccorso vuoto al Sacco

Il video che gira vede due signore inquadrare la copertina di un quotidiano per avere come riferimento la data e provare – a loro dire – che il pronto soccorso sarebbe vuoto. «Qui è tutto tranquillo», si sente dire nel video, «non abbiamo sentito neanche un’ambulanza, questo è il pronto soccorso ed è vuoto». Degli operatori e dei sanitari dicono che « fumano le sigarette e mangiano patatine. Neanche una sirena» arrivando ad affermare che gli «infermieri ammettono che stanno facendo terrorismo» – senza, ovviamente, provare quanto affermano -.

Il pronto soccorso Sacco vuoto per gli ingressi differenziati

La spiegazione è semplice – come espone Bufale.net – e chiunque si dia pena di informarsi in merito capirebbe il meccanismo che c’è dietro: gli ingressi al pronto soccorso e negli ospedali sono differenziati tra pazienti Covid e tutti gli altri. Le persone malate di coronavirus – ovvero che manifestano sintomi – non devono entrare al pronto soccorso ma – come scritto in tutte le pagine informative degli ospedali più grandi – contattare il proprio medico o pediatra curante. In base alla situazione – ovvero se si necessita di ospedalizzazione – vengono disposti ingressi contingentati a reparti specifici dedicati solo ai malati Covid. La ragione è quella di evitare – come accaduto quando il virus non lo conoscevamo – di trasformare i pronto soccorso e gli ospedali del paese in cluster dell’infezione.

 

 

 

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