Ecco perchè il Vaticano ha trasferito a Roma tutto l’archivio segreto che era a Hong Kong

di Marta Colombo | 30/07/2020

Vaticano

L’estate scorsa, Durante il picco delle proteste contro il governo a Hong Kong, il Vaticano aveva segretamente trsferito tutti i suoi documenti segreti nelle Filipine. Da lì, sono poi stati portati a Roma dalla Santa Sede, temendo che potessero essere distrutti o sequestrati dall’esercito cinese o dall’intelligence di Pechino.

Storicamente, il regime comunista ha cercato di contenere il potere dei leader religiosi e, in molti casi ,di sopprimere la libertà di culto per ottenere l’assimilazione culturale delle ideologie atee del partito. Da sempre, Hong Kong è vista come un’oasi laica dove per decenni si rifugiano cristiani provenienti dal tutto il Paese.

Probabilmente, i vertici ecclesiastici avevano percepito le potenziali problematiche di un rapporto più ravvicinato con la Cina, formalizzato il 22 settembre 2018 da un accordo semi segreto della durata di due anni. Un anno dopo, il presentimento del Vaticano sembra trovare fondamenti nella recente implementazione della legge di Sicurezza nazionale nel territorio.

LEGGI ANCHE >Il Vaticano sembra aver già riabilitato Pio XII sugli ebrei, il rabbino Di Segni: «Non ebbe la volontà di fermare il treno del rastrellamento»

Hong Kong, il Vaticano e la complicata relazione con il governo di Pechino

Già dal 1997, quando Hong Kong era stata ceduta alla Cina dopo gli anni della colonizzazione britannica, la Santa Fede aveva trasportato decine di valigie di dossier riservati a Manila.

Nei mesi in cui Pechino reprimeva brutalmente le proteste di Hong Kong, però, il Vaticano non si era mai esposto esplicitamente contro Xi Jinping. Anzi, era stato fortemente crtiticato da Washington e altri governi per non aver preso una posizione sulla questione della regione semi indipendente e anche sulla repressione della minoranza uigura – di religione musulmana – nella regione dello Xinjiang.

La recente scoperta dell’infiltrazione cinese da parte di hacker nei server del Papa, però, si inserisce in questo contesto pseudo diplomatico complicato e getta ombre pesanti sul futuro delle relazioni tra Pechino e il Vaticano.