Rezza dell’Iss: «Fino alla scoperta del vaccino, non si tornerà come prima»

di Redazione | 09/04/2020

vaccino coronavirus

Anche se dovesse esserci una parziale riapertura delle attività, anche se dovessimo tornare nuovamente in strada, nulla sarà come prima. Almeno fino a quando non ci sarà la scoperta di un vaccino che sconfiggerà sul nascere il coronavirus. Le parole sul vaccino coronavirus sono state pronunciate dal direttore del reparto di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza. Quest’ultimo ha affermato – in un colloquio con il Corriere della Sera – che dovremo indossare tutti le mascherine anche quando inizieremo a lavorare negli uffici, nelle aziende e quando si tornerà a uscire di casa, sempre in maniera graduale. Inoltre, occorrerà rispettare sempre le norme di distanziamento sociali previste in questa fase.

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Vaccino coronavirus, fino ad allora distanziamento e mascherine

L’orizzonte è quello di un possibile vaccino coronavirus, l’unico modo – secondo gli epidemiologi – per chiudere davvero la fase del contagio. Fino a quel momento, infatti, il virus continuerà a circolare, a entrare in contatto con le persone che, di conseguenza, potrebbero essere a loro volta contagiose e favorirne la diffusione. Insomma, nonostante la fine del lockdown sia ormai questione di qualche settimana, la prudenza dovrà guidare la nostra vita anche nel futuro prossimo.

Vaccino coronavirus, a che punto stanno gli studi nel mondo

Quindi, occorre aspettare il vaccino. Ma a che punto siamo da questo punto di vista. Ci stanno lavorando gli scienziati di tutto il mondo, che stanno portando avanti almeno 30 studi diversi sul tema. Uno sforzo enorme che mira a dimezzare i tempi di una sperimentazione. Al momento, da Boston arrivano le prime notizie positive, con lo studio della Moderna che sta procedendo all’inoculazione del vaccino sui volontari sani. È questa la fase uno, per cercare di capire se il vaccino sia accettato dall’organismo umano e se non crei effetti collaterali. Ma si tratta di un punto di partenza, quello che al momento è il più avanzato tra i 30 studi diffusi sul pianeta.

Gli altri studi, compreso quello italiano che viene condotto allo Spallanzani, sono ancora alla fase della sperimentazione animale, con i primi tentativi di somministrazione sull’uomo che non ci saranno prima del prossimo autunno. Insomma, le procedure sono ancora molto lunghe. Difficile che si possa arrivare a una soluzione da questo punto di vista prima dell’inizio del 2021.