Anche i Russi hanno “trollato” sui vaccini

Gaia Mellone 24 Ago 2018
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Un scoperta un po’ casuale quella del team di ricercatori della George Washington University di Washington. Mentre lavoravano ad un progetto dedicato a migliorare la comunicazione sui social media di operatori sanitari e ricercatori, hanno scovato delle attività illecite russe: troll che seminavano discordia sul tema dei vaccini.

Troll russi sui vaccini, tanto caos e nessuna fazione

La missione principale dei troll era quella di interferire, pare, sull’esito delle elezioni statunitensi. Tra i vari argomenti di persuasione, anche il tema dei vaccini, tanto caro a noi italiani.

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I bot russi disseminavano le discussioni sui social media in merito ai vaccini di notizie false e manipolate, comprese quelle che legavano la vaccinazione all’autismo. L’intento era quello di inasprire dei conflitti sociali già esistenti. Attenzione però, i troll lavoravano sia sul fronte pro-vax che no-vax, interpretando utenti di entrambe le fazioni. Come dice la canzone, “era solo per litigare”.

Troll Russi sui vaccini, gli statunitensi non ci sono caduti

Lo studio è stato pubblicato sull’American Journal of Public Health e prende in esame 1,7milioni di tweet postati nel periodo tra luglio 2014 e settembre 2017. Il tema dei vaccini non ha preso piede negli Stati Uniti come nel nostro Paese, e la maggior parte degli statunitensi non ne mette in dubbio l’efficacia e la necessità. «Il modus operandi dei troll è molto chiaro» ha dichiarato al New York Times David A. Brioniatowski, l’informatico della George Washington University e primo autore dello studio. «Si tratta di account che si schierano più o meno simmetricamente dalle parti opposte del dibattito. Solo per fomentare la discordia». Molti degli account da cui sono partiti i post di disinformazione appartengono agli stessi troll russi diventati noti per le interferenze nelle elezioni Usa del 2016, ed erano già stati segnalati in passato per la pubblicazione di spam o link a malware. Altri erano account già identificati dal Congresso degli Usa come troll russi.

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