Coronavirus, i timori dei lavoratori Unilever: «Questo è andato in giro per la fabbrica, perché dobbiamo entrare qui dentro?»

di Gianmichele Laino | 21/02/2020

Unilever
  • Il 38enne di Codogno contagiato da coronavirus è un dipendente dell'Unilever

  • I lavoratori dello stabilimento di Casalpusterlengo si rifiutano di entrare

  • Dicono di temere il rischio contagio

Inizia il turno del pomeriggio all’Unilever di Casalpusterlengo, ma gli operai sono davanti ai cancelli, timorosi di entrare. Il 38enne ricoverato in gravi condizioni a Codogno, contagiato dal coronavirus, lavorava qui dentro. Quando la notizia si è diffusa nel corso della giornata, i turnisti del pomeriggio hanno chiesto spiegazioni e si sono rifiutati di entrare prima di ricevere le opportune rassicurazioni. I cronisti che hanno raccolto le loro dichiarazioni all’ingresso della fabbrica parlano di una condizione di generale preoccuapazione.

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Unilever, i lavoratori si rifiutano di entrare a causa del coronavirus

«Questo qui è andato in giro per la fabbrica – dicono -, ha anche fatto la doccia. Perché dovremmo entrare lì dentro? Del resto, non produciamo roba indispensabile per il mondo. Stanno rimandando a casa i nostri figli, se ci fermiamo per un giorno non succede nulla». Da qualche minuto stanno andando avanti le trattative sindacali. I rappresentanti dei lavoratori sono entrati in fabbrica per chiedere spiegazioni e per avere istruzioni sul protocollo da seguire.

Come è stato fatto notare, intorno al 38enne in gravi condizioni si è sviluppato un vero e proprio focolaio per il virus, con altri 5 contagi tra le persone che hanno avuto contatti con lui. Per questo motivo, i lavoratori sono piuttosto scettici sulla possibilità di entrare in fabbrica. Nel frattempo, Unilever ha chiuso la mensa, che sarebbe in realtà il luogo principale dove avvengono i contatti tra i 500 lavoratori dello stabilimento. Ma gli spazi comuni sono moltissimi.

I lavoratori continuano a restare davanti ai cancelli. La situazione si fa sempre più complessa.