Regeni no, Salvini sì: la Lega piazza lo striscione autocelebrativo sul palazzo del Consiglio Regionale umbro

di Enzo Boldi | 30/10/2019

Umbria
  • Lo striscione "L'Umbria è libera" affisso sulla facciata di Palazzo Donini

  • I volti di Salvini e Tesei a mo' di gigantografia

  • Ma non avevano fatto la battaglia contro quelli per Giulio Regeni sui palazzi istituzionali?

Fare il tifo con striscioni, ma solo in base alla propria squadra del cuore. Così la Lega ha deciso di apporre uno striscione su Palazzo Donini, sede della presidenza della Giunta regionale in Umbria. I volti, a mo’ di gigantografia, si Matteo Salvini e Donatella Tesei (appena eletta nuova governatrice della Regione) con uno sfondo giallo e seguiti da una scritta: «27 ottobre 2019. L’Umbria è libera». Un gesto che ricorda molto da vicino le polemiche, aizzate proprio dalla Lega, contro i famosi striscioni per chiedere verità per Giulio Regeni. In quei casi, infatti, alcuni vennero rimossi (i casi Trieste e Cagliari sono i più emblematici) perché ritenuti non adatti a ricoprire le facciate di un palazzo istituzionale.

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Solo quando e quello che vogliamo noi. L’autocelebrazione umbra della Lega e del successo elettorale, dunque, tocca vette inarrivabili smentendo le battaglie ideologiche portate avanti contro gli striscioni su Giulio Regeni. A Cagliari, infatti, il sindaco disse che la rimozione era inevitabile perché i palazzi istituzionali non sono mica stadi di calcio. Evidentemente, però, era solo questione di tifo.

La Lega si autocelebra con striscioni in Umbria

Gli innocui striscioni per chiedere di mantenere alta l’attenzione sulla barbara uccisione del ricercatore italiano ucciso in Egitto tra la fine di gennaio e l’inizio del febbraio 2015, erano dannosi per le beltà dei palazzi istituzionali. Solo perché, evidentemente, a scendere in campo era la squadra sbagliata. Da qui le partite per la rimozione di quegli appelli che volevano solo aiutare a non spegnere la memoria.

Ma non erano contrari a quelli per Giulio Regeni?

In Umbria, invece, ha giocato e vinto la partita la squadra giusta. Quella che si sente legittimata a piazzare striscione autocelebrativi sui palazzi istituzionali che ora, possono diventare spalti di uno stadio di calcio. La coerenza, come accade in politica nel quotidiano, è sempre a giorni alterni.

(foto di copertina: da profilo Twitter Contessa Gabry)