Per il bonus da 600 euro, Ubaldo Bocci si dimette da portavoce del centrodestra (ma non da consigliere comunale)

La decisione dell'ex candidato sindaco a Firenze

di Gianmichele Laino | 12/08/2020

Ubaldo Bocci

Una prima, in verità timida, conseguenza del caso del bonus 600 euro per le partite iva percepito anche da politici (deputati e amministratori locali). Ubaldo Bocci, già candidato sindaco di Firenze come sfidante di Dario Nardella nel 2019, si è dimesso da portavoce in consiglio comunale della coalizione di centrodestra che lo aveva sostenuto nella tornata elettorale.

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Ubaldo Bocci si dimette da capogruppo, ma non da consigliere

Bocci, che aveva dichiarato di aver preso il bonus da 600 euro per darlo in beneficenza e per dimostrare le storture della legge che aveva permesso anche ai politici di aver accesso al sostegno economico, resterà comunque consigliere comunale di Firenze. Una scelta che sembra essere diretta conseguenza di ciò che l’accesso al bonus da 600 euro da parte dei rappresentanti delle istituzioni rappresenta: una questione politica, più che giuridica.

Le dimissioni da portavoce del centrodestra, infatti, sembrano proprio configurare questa strategia: il commento della Lega a Firenze, del resto, sembra andare proprio in questa direzione. Si parla di atto dovuto da parte di Ubaldo Bocci e si aggiunge: «Non si può essere credibili agli occhi dei cittadini se non si riesce a comprendere che chi siede nelle istituzioni ha il dovere morale di essere d’esempio per la comunità che rappresenta».

La sensazione è che la decisione – con Ubaldo Bocci intenzionato ad andare avanti con la sua attività di consigliere comunale della città di Firenze – sia stata molto condizionata dalle imminenti elezioni regionali in Toscana, dove la Lega presenta una propria candidata di bandiera, Susanna Ceccardi. La questione del bonus inciderà indubbiamente sulle prossime elezioni regionali, ma il centrodestra – con scelte come questa – sembra essere intenzionato a limitare il più possibile i danni.