Gli adolescenti su Tik Tok e i fan della K-Pop hanno prenotato i biglietti del comizio di Trump e poi non sono andati

di Gianmichele Laino | 21/06/2020

Tulsa

Tulsa, Oklahoma. Doveva essere il comizio di lancio per la campagna elettorale di Donald Trump per il suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti. Un evento in grande stile, con Brad Parscale – numero uno tra i responsabili della campagna elettorale del presidente americano – che aveva comunicato un milione di presenze nella città, tra gli eventi al di fuori del palazzetto dello sport e quelli all’interno del centro BOK, che ha una capacità di circa 20mila posti. In realtà, nel luogo del comizio, molti posti erano vuoti. Presenze molto al di sotto delle aspettative (il che è anche un bene, perché così il rischio di contagio da coronavirus si è abbassato rispetto alle previsioni). Ma cosa è successo? C’entrano i ragazzi che usano Tik Tok e i fan della K-Pop coreana.

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Tulsa, il comizio di Trump boicottato da Tik Tok e dai fan della K-Pop

Questi ultimi, nei giorni scorsi, hanno prenotato migliaia di biglietti, condividendo la loro iniziativa proprio sui social network. Successivamente, dopo aver prenotato il tagliando gratuito per partecipare al comizio, hanno condiviso altri video in cui si mostravano influenzati per finta e in cui dicevano frasi del tipo: «Oh no, che peccato: non posso andare al comizio di Trump a Tulsa».

Ma la cosa non si è fermata qui: nelle 24-48 ore successive, diversi account hanno eliminato la prova del video realizzato, per evitare di mostrare troppe tracce e che qualcuno dell’organizzazione del presidente Trump se ne accorgesse. Una circostanza che non ha mancato di sottolineare la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, che ha risposto così al capo della campagna di Trump: «Siete stati gabbati dai ragazzi di Tik Tok che hanno boicottato la campagna di Trump attraverso prenotazioni fake, che vi hanno fatto credere che un milione di persone avrebbe voluto assistere al discorso da suprematista bianco in un’arena durante il Covid».

La deputata del Congresso ha successivamente incluso anche i ringraziamenti ai ragazzi della K-Pop che hanno fatto un’alleanza con i tiktokers per portare avanti l’iniziativa: «I fan su Twitter della K-pop e gli utenti di TikTok hanno una buona alleanza, grazie alla quale diffondono rapidamente le informazioni tra loro. Conoscono tutti gli algoritmi e come possono potenziare i video per arrivare dove vogliono» – ha dichiarato lo YouTuber Elijah Daniel, 26 anni, che ha partecipato attivamente alla campagna e ha rilasciato alcuni commenti al New York Times.

La campagna di Donald Trump non è iniziata benissimo. Il presidente, che ha fatto dei social network che conosce (Twitter su tutti) il suo punto di forza, è stato gabbato dagli stessi social network (quelli che conosce meno e che, evidentemente, ha sottovalutato).