Il ministro Tria rivede al ribasso la crescita del Pil e frena sulla flat tax

Gianmichele Laino 3 Lug 2018
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Il Pil italiano potrebbe non crescere nel 2018. Le parole del ministro Giovanni Tria in audizione quest’oggi davanti alle commissioni di Camera e Senato sono estremamente realiste relativamente alle prospettive economiche dell’Italia. «Ci sono rischi – ha affermato il titolare dell’Economia – di una moderata revisione al ribasso per la previsione di crescita 2018. Pur in un quadro positivo i dati, infatti, i numeri suggeriscono che la crescita sia continuata fino a tutto il secondo trimestre ma a un ritmo inferiore».

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Tria frena sulla crescita del Pil e sulla Flat Tax

Non solo. La frenata del ministro Tria è arrivata anche sulla Flat Tax, la misura fiscale che Movimento 5 Stelle e Lega avevano inserito all’interno del contratto di governo, ma che era stata soprattutto la bandiera – in campagna elettorale – della coalizione di centro-destra. Matteo Salvini, in un secondo momento, l’aveva fatta propria dopo che era stata lanciata da Silvio Berlusconi.

«La task force sul fisco – ha affermato Tria – i profili di gettito e distributivi connessi alle ipotesi di riforma in direzione della flat tax, in un quadro coerente di politica fiscale. Ricordo che la semplificazione del sistema e la progressiva riduzione delle tasse programmata in linea con un andamento coerente con la spesa pubblica sono da tempo considerate parte essenziale della creazione di un ambiente pro-crescita e in coerenza con le raccomandazioni più volte espresse dalla commissione Ue e Ocse». Come a dire, quindi, che se non dovessero presentarsi le condizioni giuste per metterla in campo, si rimanderà l’introduzione della tassa unica a doppia aliquota tanto cara al ministro dell’Interno. E, soprattutto, che una riforma del genere non si potrà fare se i parametri sforeranno quelli previsti dall’Unione Europea.

Tria frena: «Il governo è unito e non vuole far saltare i conti»

Tuttavia, sulle voci relative alla possibilità di mettere in atto una manovra correttiva per i conti del 2018, il ministro Tria ha voluto esprimere una posizione piuttosto netta e decisa: «Non è intenzione del governo – ha affermato – adottare alcuna misura collettiva entro l’anno, così come si eviteranno manovre che possano peggiorare i saldi».

Inoltre, il ministro dell’Economia si è dichiarato profondamente contrario all’introduzione di una tassa patrimoniale e ha sottolineato come il governo sia unito e non voglia, in ogni caso, far saltare i conti. Anche quest’ultima voce delle parole del ministro Tria, insomma, suona come un richiamo alla responsabilità e contribuisce ad abbassare i toni dei vari esponenti del governo in tema di politica economica.