Nuova tragedia nel Mediterraneo, tra i morti un bimbo di sei mesi

Un barcone con un centinaio di migranti si è ribaltato al largo delle coste libiche, almeno sei le vittime

12/11/2020 di Redazione

Tragedia nel Mediterraneo

Ennesima tragedia nel Mediterraneo, e stavolta tra le almeno vittime c’è anche un bimbo di appena sei mesi. Nella mattinata di mercoledì infatti il fondo di un’imbarcazione con a bordo un centinaio di migranti si è sfondato costringendo le persone a bordo ad aggrapparsi ai brandelli del gommone e a due grossi galleggianti. Una tragedia che è costata la vita ad almeno sei persone, tra cui un bimbo di sei mesi che è morto poche ore dopo essere stato salvato insieme ad altri quattro bambini.

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L’ennesima tragedia nel Mediterraneo e la denuncia di Open Arms

L’ennesima tragedia nel Mediterraneo è avvenuta al largo di Sabratha, sulla costa ovest della Libia, secondo quanto raccontato dalla Ong spagnola Open Arms, che ha documentato il tutto con un drammatico filmato diffuso via social.

La Ong catalana infatti ha riportato negli ultimi giorni la propria nave da salvataggio in quel tratto di mare, dove resta l’unica imbarcazione umanitaria attualmente presente, visto che tutte le altre sono o sotto sequestro delle autorità italiane o ferme nei porti di mezza Europa per manutenzione. La nave è intervenuta dopo una segnalazione di Alarm Phone, il cosiddetto “centralino dei migranti”, che in questi giorni sta ricevendo numerose richieste di aiuto da parte di imbarcazioni in difficoltà che sono partite dalla Libia. Ma una segnalazione via radio, la Ong catalana l’ha ricevuta pure da un aereo di Frontex, l’agenzia Ue delle frontiere, a dimostrazione di quanto la situazione fosse grave, e la Open Arms è arrivata in zona quando i migranti erano già in acqua. “Abbiamo messo in mare i nostri due battelli di salvataggio e i sei uomini del team di soccorso” racconta il capo missione e responsabile in Italia della Ong catalana, Riccardo Gatti, secondo il quale “il gommone stava viaggiando da almeno un paio di giorni”. “Abbiamo preso quante più persone possibili ma ci saranno sicuramente altri morti, non sappiamo ancora quanti” spiega Gatti, raccontando che i soccorritori hanno portato a bordo i cinque cadaveri recuperati in mare mentre il team sanitario di Emergency, che è a bordo della Open Arms, ha cercato di soccorrere le sei persone più gravi, tra cui il neonato che è morto in serata.

La tragedia nel Mediterraneo e il traffico degli ultimi giorni

Quella di mercoledì mattina però, non è l’unica tragedia nel Mediterraneo dell’ultimo periodo. Solo martedì infatti la Open Arms aveva effettuato nella stessa area un altro intervento con il quale aveva preso a bordo 89 persone al largo di Zuwara, e sempre martedì si era saputo di un altro naufragio davanti alla Libia, nel quale erano morte annegate altre 13 persone mentre 11 sopravvissuti erano stati riportati indietro dalla Guardia costiera libica e sbarcati a Tripoli. La conferma del fatto che sono giorni che gommoni e barche riprendono il mare dalla Libia, come testimoniato anche dall’intensa attività aerea dei mezzi di Frontex e delle forze armate dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, a partire da Italia e Malta.

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