Addio a Tinin Mantegazza, l’artista ‘papà’ di Dodò de L’albero Azzurro

di Enzo Boldi | 01/06/2020

Tinin Mantegazza

Tinin Mantegazza era stato ricoverato domenica pomeriggio all’Ospedale Bufalini di Cesena dopo un malore. L’artista, pittore, e scenografo non ce l’ha fatta e si è spento all’età di 89 anni. La sua lunga carriera è stata dedicata, in gran lunga, ai bambini con i suoi libri illustrati e la creazione di quel personaggio, Dodò, che accompagnava i più piccoli nei pomeriggi televisivi de L’Albero Azzurro.

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La sua carriera artistica era iniziata nel 1958 quando, in Rai, creò diversi programmi di intrattenimento per i bambini: da Telefiabe all’Albero Azzurro. Nel 1990 ideò quel personaggio iconico per tutti i giovani di quella generazione: Dodò, un dodo parlante che divenne l’icona di quella trasmissione. Ma per la Rai fece molto altro: dalla sua collaborazione per il programma di Enzo Biagi (per il quale realizzava i disegni per le schede che andavano in onda), fino ai suoi lavori per molte altre trasmissioni.

Tinin Mantegazza, il disegnatore “papà” di Dodò

Il suo nome, però, è legato a doppio-filo al personaggio di Dodò. Quell’uccello parlante, simbolo de L’Albero Azzurro, fu solo uno degli oltre duemila pupazzi teatrali realizzati dall’artista. Perché se la televisione è stato il palcoscenico che lo ha portato alla ribalta pubblica, il teatro – in special modo quello per i più piccoli – è stata la sua più grande passione. Un amore talmente grande da portarlo, nel 1977, a fondare l’Astra (Associazione Teatro Ragazzi). L’anno seguente, invece,  fondò la compagnia milanese Il Teatro del Buratto.

Tinin Mantegazza è stato anche autore di tantissimi libri, sempre dedicati ai bambini. Era un artista completo che oscillava tra il teatro, la televisione e la letteratura, mantenendo sempre intatto il suo stile. Negli scorsi anni, infatti, gli venne dedicata anche una mostra in cui furono esposti tantissimi suoi lavori e bozze. Poi una lunga malattia, il diabete, e quel malore di domenica pomeriggio.

(foto di copertina: da Tgr Rai)