Paola Taverna spiega il suo appoggio al governo M5S-PD: «Non conta chi fa, ma come fa»

di Enzo Boldi | 10/09/2019

Taverna
  • La senatrice pentastellata è famosa per le sue battaglia contro i dem

  • Con la fiducia al governo Conte-2 ha, però, dato la sua benedizione all'Esecutivo M5S-PD-LeU

  • Spiega che l'importante non è il compagno di viaggio, ma fare le cose

Si cambia idea e si aprono le braccia anche a quelli che, fino a qualche settimana fa, sembravano essere come gli appestati da allontanare e tenere il più possibile a distanza. Poi, però, avviene il ravvedimento e anche la più tenace pasionaria del Movimento 5 Stelle si riscopre molto più ‘democratica’ rispetto alle battaglie dialettiche contro il Pd sia in piazza che in Aula. E così Paola Taverna, oltre ad aver votato la fiducia al governo Conte-2, ora dà la sua benedizione al nuovo esecutivo.

E lo fa attraverso un lungo post pubblicato sul suo profilo social nel quale spiega ai suoi followers i motivi che l’hanno portata a questa apertura che, ricordando cosa gridava in Aula solo qualche anno fa, è del tutto inaspettata. Ma in politica sono cose che capitano e Paola Taverna non ha fatto altro che legarsi a quel che – da sempre – avviene nelle aule parlamentari. Volenti o nolenti.

La scelta di paola Taverna e il sì al governo Conte-2

«Le nostre priorità non sono cambiate di una virgola, non abbiamo cambiato idea da quando, il 4 marzo 2018, oltre 10 milioni di cittadini ci hanno scelto per tornare in questi Palazzi e portare avanti tutti i progetti per i quali combattiamo da dieci anni. Insieme – ha scritto la senatrice pentastellata Paola Taverna su facebook -. E ciò che dicemmo allora lo ripetiamo oggi, senza timore di smentite: non è importante il chi, ma il come. E il come vuol dire provvedimenti. Provvedimenti che si traducono in fatti».

Le vecchie lotte contro il Pd

Insomma, l’importante non è il compagno di viaggio con cui devono esser fatte le cose, ma il fare le cose. Questa la sintesi del pensiero di Paola Taverna che ha voluto motivare la sua scelta di dire sì a un governo con quelli che erano gli ‘acerrimi nemici’ del Partito Democratico, combattuto in piazza e in Aula con toni molto forti. Sempre. Fino a oggi.

(foto di copertina: ANSA/ETTORE FERRARI)