Il Tar del Lazio ha dato ragione al Comune di Roma per aver rimosso i manifesti ProVita

05/11/2019 di Gaia Mellone

A maggio 2019 sulla via di Roma Tiburtina apparve un maxi cartellone dell’associazione ProVita contro l’aborto. Era il cartellone più grande mai affisso dall’associazione fino a quel momento, e immediatamente sollevò molte polemiche. Tanto che il Campidoglio ne dispose la rimozione. Una decisione contestata dalla Onlus di fronte ai giudici del Tar del Lazio che però ha dato ragione al Comune.

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Il divieto del Comune di Roma in merito all’affissione dei manifesti ProVita è stata giudicata «legittima» e non lesiva della libertà di manifestazione del pensiero dai giudici del Tar del Lazio. Il Comune infatti è autorizzato «a stabilire limitazioni e divieti per particolari forme pubblicitarie in relazione alle esigenze di pubbliche interesse». I giudici hanno infatti rilevato che l’utilizzo l’utilizzo di spazi pubblici per inoltrare un messaggio al pubblico, necessita «del consenso dell’ente proprietario, il quale ben può regolare le forme di espressione dei manifesti e dei cartelloni che vengono affissi nel circondario dello spazio cittadino». Rientra quindi nel potere dell’ente «sia regolare che porre limiti al contenuto dei messaggi pubblicitari», al fine di «contenerli entro ambiti di normale continenza espressiva, i quali non superino determinati limiti di violenza semantica e di smodato impatto emotivo».

(Credits immagine di copertina: Notizie Pro Vita & Famiglia@NotizieProVita)

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