Tap, perquisizioni nelle sedi della multinazionale che sta costruendo il gasdotto

di Enzo Boldi | 16/11/2018

Tap
  • I Carabinieri del Noe hanno perquisito le sedi dell'azienda Tap in Italia

  • Sequestrati documenti e analisi sull'inquinamento della falda di San Basilio (Melendugno)

  • Ieri l'ordinanza del Tar del Lazio che sospendeva quella del sindaco Marco Potì

I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce hanno perquisito le sedi dell’azienda multinazionale che sta costruendo il Tap in Puglia. I controlli sono stati effettuati a Roma, Milano e negli uffici della SGS Italia spa di Villafranca Padovana, dove sono stati sequestrati diversi documenti e rapporti utili per il filone d’indagine sull’inquinamento della falda acquifera di San Basilio.

Le perquisizioni, iniziate ieri sera, hanno portato al sequestro di numerosi documenti e, in particolare, di tutti i rapporti di prova, analisi e altri documenti dal novembre 2017 a oggi collegati ai campionamenti effettuati sulle acque di falda sottostanti il cantiere Tap a San Basilio, località vicino a Melendugno. Secondo le indagini condotte dai carabinieri del Noe e dall’Arpa Puglia, è stato riscontrato il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione di alcuni parametri, tra cui quello che riguarda cromo esavalente, nichel, vanadio, arsenico e manganese.

Tre gli indagati nel filone investigativo sull’inquinamento

Nel filone investigativo sull’inquinamento della falda di San Basilio che ha portato alle perquisizioni tra Lecce, Milano, Roma e Villafranca Padovana, risultano già tre indagati: l’ex amministratore legale Clara Risso , il country manager di Tap Italia Michele Mario Elia e il project manager per l’Italia Gabriele Paolo Lanza. L’inchiesta non punta solamente sull’aspetto ambientale, ma anche sull’ipotesi di truffa nella gestione di una serie di violazioni urbanistiche nella zona.

Ieri l’ordinanza del Tar del Lazio sul ricorso fatto dalla società Tap

Proprio ieri il Tar del Lazio ha emesso un’ordinanza sul ricorso presentato dalla società Tap per l’annullamento di una ordinanza del 24 luglio scorso del sindaco di Melendugno Marco Potì – da sempre in prima linea nella battaglia No Tap – poi confermata con una nota di fine settembre e con una nuova ordinanza di conferma di fine ottobre. Il provvedimento del primo cittadino faceva divieto di emungimento di acqua da pozzi nell’area del cantiere Tap per il superamento dei limiti della presenza di alcune sostanze pericolose e ordinava l’immediata sospensione delle attività presso il cantiere del microtunnel Tap di San Basilio.

(foto di copertina: ANSA/CLAUDIO LONGO)

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