Zaia svela il trucco per l’ottimizzazione dei tamponi: «Dieci con un solo reagente»

di Enzo Boldi | 21/05/2020

Tamponi in Veneto

La Regione Veneto si appresta ad accelerare le procedure per effettuare un numero di tamponi più alto e in breve tempo. Per farlo c’è un trucco – non nel senso negativo del termine – che è stato svelato dallo stesso governatore Luca Zaia. Nel corso della consueta conferenza stampa, il leghista ha spiegato quale sia stata (ed è tutt’ora) la strategia adottata dal servizio sanitario locale per processare nel minor tempo possibile un alto numero di test. I tamponi in Veneto seguiranno una procedura molto più sintetica rispetto a quanto accaduto nel resto d’Italia e in Lombardia.

LEGGI ANCHE > Zaia furioso contro gli Spritz incontrollati: «Torneremo a chiuderci in casa con il silicone»

«Prendiamo 10 analisi singole, ne prendiamo un po’ e le mescoliamo tutte in una provetta unica e analizziamo la provetta – ha dichiarato Luca Zaia annunciando questo nuovo pool per i tamponi in Veneto -. Se l’esito è positivo torniamo alle provette singole e le analizziamo una alla volta per trovare il positivo, ma visto che l’incidenza è ormai sotto il 2 per mille abbiamo un moltiplicatore per dieci nelle analisi quindi risolviamo il fattore limitante delle macchine facendone dieci in una».

Tamponi in Veneto, dieci con un solo reagente

Per sintetizzare. Dieci tamponi saranno utilizzati tutti insieme, utilizzando una parte del liquido reagente che stabilisce o meno la positività Covid-19. Il tutto viene processato insieme con due possibilità finali: se il risultato è negativo vuol dire che si può andare avanti senza alcun problema; se l’esito è positivo, ogni singolo tampone verrà analizzato autonomamente per arrivare a quello (o quelli) che risultano contagiati con il Coronavirus.

Il trucco per accelerare le procedure

In alcuni casi, qualcuno potrebbe far notare, si rischia di effettuare un doppio lavoro. La tendenza dell’incidenza del Coronavirus in Veneto, però, può rappresentare un’arma vantaggiosa per gestire il monitoraggio in questa seconda fase dopo la prima molto difficoltosa. Se i numeri saranno così bassi, a un costo ridotto e con tempi ristretti potranno essere testate più persone.

(foto di copertina: da pagina Facebook della Regione Veneto)