Tajani dopo la sentenza della Cassazione: «Tutti quelli che usano droghe pesanti hanno iniziato con una canna»

di Gianmichele Laino | 27/12/2019

Antonio Tajani
  • Il 19 dicembre, la Cassazione ha stabilito che non è reato coltivare modiche quantità di cannabis in casa

  • L'ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani si è detto contrariato

  • Ha usato questo paradosso: "Tutti quelli che fanno uso di droghe pesanti hanno iniziato con una canna"

Non passeranno senza polemiche le frasi dell’ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, dopo che una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito la liceità della condotta di chi coltiva della cannabis in quantità limitate all’interno della propria abitazione. L’esponente di Forza Italia, infatti, ha affermato che tutti coloro che fanno uso di droghe pesanti, dall’eroina agli acidi, hanno iniziato facendosi una canna. Per questo motivo, stando al suo ragionamento, la sentenza della Cassazione non è condivisibile.

LEGGI ANCHE > Coltivare una minima quantità di cannabis per uso personale in casa non è reato

Tajani e quelli che hanno iniziato a drogarsi a partire da una canna

Antonio Tajani ha poi precisato: «Ovviamente, non tutti quelli che si fanno una canna, poi, hanno finito con l’assumere delle droghe pesanti». Le sue dichiarazioni hanno immediatamente sollevato delle polemiche. Tra i primi a reagire a questo tipo di affermazioni è stato il segretario della Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, che ha espresso il suo dissenso attraverso un paradosso: «Per coerenza Tajani dovrebbe chiedere di vietare alcolici e tabacco. Fanno molti più morti delle droghe pesanti. E si sa che prima della cannabis si inizia fumando le sigarette».

La sentenza della Cassazione non è piaciuta a Tajani

Le argomentazioni di Tajani, insomma, hanno fatto molto discutere e non mancano i commenti via social di diversi utenti dei social network che evidenziano come il suo messaggio sia esagerato e comunque non in linea con quanto stabilito dalla giustizia italiana. Il 19 dicembre scorso, infatti, la Corte ha stabilito che: «non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore».

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

TAG: Cannabis