Crisanti: «Su 8 milioni di studenti, il 2-3% potrebbe essere positivo»

I rischi previsti dal docente dell'università di Padova

di Gianmichele Laino | 31/08/2020

studenti positivi

Un numero importantissimo. Che metterebbe i brividi. Il docente dell’Università di Padova Andrea Crisanti – autore del modello Vo’ Euganeo per il tracciamento dei contagi da coronavirus – ha affermato, nel corso della trasmissione In Onda su La7, che alla riapertura delle scuole, la percentuale degli studenti positivi almeno potenzialmente oscillerebbe tra il 2 e il 3%.

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Studenti positivi, la previsione di Andrea Crisanti

Questo significa che, su 8 milioni di studenti, tra 160mila e 240mila potrebbero essere quelli positivi al coronavirus. «Se si considera – ha detto Crisanti – che questo 2-3% potrebbe contagiare anche altre persone, ecco che comprendiamo ancora meglio la portata del problema». L’esperto, che ha fatto parte del comitato tecnico-scientifico in Veneto e che è stato scelto dal governo per presentare un piano di tracciamento, ha affermato che sarebbero necessari numeri rilevanti dal punto di vista dei tamponi per evitare l’innesco di nuovi focolai.

Da questa previsione, infatti, si comprende quanto possa essere elevato il rischio contagio alla riapertura delle scuole. Attualmente, infatti, in Italia ci sono stati quasi 270mila casi di positività. Il tutto con le scuole chiuse. Questo numero potrebbe addirittura raddoppiare, secondo la proiezione enunciata da Crisanti nel corso della trasmissione In Onda a causa esclusivamente delle presenze in classe.

La necessità di fare tamponi per evitare studenti positivi

Ecco perché c’è stata sempre molta prudenza nella ripartenza delle scuole. Un piccolo saggio di come il coronavirus possa diffondersi anche tra le popolazioni più giovani è emerso con i contagi in discoteca, luoghi di socialità frequentati dalle giovani generazioni: nelle ultime settimane, il numero dei contagi in Italia è salito in maniera importante. Possibile che una nuova riapertura di luoghi dove si entra frequentemente in contatto (le scuole, appunto) possa creare un innesco rilevante. La necessità è quella di effettuare il numero più alto possibile di tamponi, in modo tale da circoscrivere eventuali fenomeni che dovessero scoppiare alla ripresa delle attività scolastiche.