I fatti di Genova alla Camera: «Stefano Origone non era riconoscibile»

di Gaia Mellone | 08/06/2019

  • Il giornalista di Repubblica Stefano Origone è stato picchiato dagli agenti di polizia a Genova il 24 maggio

  • Il governo: «Rammarico, ma i cronisti non erano riconoscibili»

  • L'Odg risponde: «Inaccettabile, ci costituiremo parte civile»

Quanto accaduto a Genova il 24 maggio arriva alla Camera dei deputati. L’interpellanza urgente della deputata ligure Raffaella Paita del Partito Democratico sui fatti di piazza Corvetto e sul pestaggio del giornalista di Repubblica, Stefano Origone ha però ricevuto una risposta. he ha fatto molto discutere, e indignare. Il sottosegretario agli interni Luigi Gaetti ha infatti espresso profondo «rammarico» per quanto accaduto, evidenziando però che « i cronisti non erano riconoscibili».

I fatti di Genova alla Camera: «Stefano Origone non era riconoscibile»

Mentre fotografi e video operatori erano facilmente riconoscibili dalle forze dell’ordine grazie alla loro attrezzatura, altrettanto non si può dire dei cronisti. Questa la risposta del sottosegretario Luigi Gaetti all’interpellanza urgente presentata alla Camera in merito al pestaggio di Stefano Origone, preso a manganellate dagli agenti di polizia mentre si trovava a Genova a seguire per conto di Repubblica il contro corteo. Dopo aver ripercorso la vicenda, Gaetti ha dichiarato che «erano stati fermati due attivisti più esagitati e violenti, il cui arresto peraltro poi è stato convalidato dall’autorità giudiziaria, e altri si sono avvicinati con l’intento di sottrarre all’arresto queste persone, con atteggiamento aggressivo e violento verso il personale di polizia – ha spiegato – per cui la polizia è intervenuto con l’uso dello sfollagente, Origone dunque è stato colpito da alcune manganellate cadendo a terra». Origone però non era chiaramente riconoscibile come giornalista.

La risposta del Governo «non è soddisfacente»: condanne dal Pd e dall’Ordine dei Giornalisti

La risposta di Gaetti «la prima, ufficiale, del governo» non solo non è soddisfacente, ma anzi «è preoccupante» ha ribattuto la deputata Raffaella Paita. «Origone è stato colpito dalla manganellata mentre svolgeva il suo lavoro di cronista: ci attendevamo parole di condanna per i fatti accaduti –  ha aggiunto –  avvertiamo invece un sistema di ostilità nei confronti dell’informazione, forse l’unica cosa che ancora tiene uniti, Lega e Movimento Cinque Stelle». «Quanto accaduto è un fatto grave e inaccettabile non è un incidente» ha continuato Raffaella Paita condannando «il silenzio del ministro dell’Interno che comunica tolleranza verso movimenti di chiara matrice fascista». «Visto che non lo fa il governo – ha aggiunto – a Origone gli auguri di pronta guarigione li facciamo noi».

Contro le parole di Gaetti si è schierato anche l’Ordine Nazionale dei Giornalisti. ««Sul caso di Genova ci attendiamo dal Viminale scuse senza se e senza ma. Dire, come leggiamo nei resoconti dalla Camera, che i cronisti non fossero riconoscibili come riferito dal sottosegretario agli Interni Gaetti è inaccettabile» ha dichiarato il presidente Carlo Verna che ha anche colto l’occasione per annucniare che « l’Ordine dei giornalisti si costituirà parte civile accanto a Stefano Origone nel momento in cui si aprirà il processo».

(Credits immagine di copertina:  ANSA/LUCA ZENNARO)